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Instagram

Abbiamo aggiunto un po’ di socialità al sito: ci trovate anche su Instagram @ilpostodellemargherite. Ci sono foto del vivaio, dei fiori che coltiviamo e di alcuni che vediamo in giro, composizioni secche e fresche, giardini, tutto quello che più o meno ci piace.

Come vedete nella nota in breve:

Tutte le immagini sono originali e seguono le stagioni e le inclinazioni del momento, in libertà.

quindi sentitevi liberi anche voi di guardarci e usarci come meglio credete.

Cabin Porn

Cabin Porn Book Trailer from Cabin Porn on Vimeo.

Capanni nella natura più o meno selvaggia.

il film su Piet Oudolf

A proposito di quel breve video su Vimeo “Fall, Winter, Spring, Summer, Fall”: in sostanza si tratta di un documentario che Thomas Piper girerà durante cinque stagioni (inizia e finisce in autunno) al seguito di Piet Oudolf nei suoi giardini.
Le informazioni più precise e chiare le trovate sul tumblr di Adam Woodruff, un “garden artisan” americano, come lui si definisce.

This feature documentary will follow Piet and a number of his most important gardens across five seasons, capturing, in beautiful high-definition cinematography, all the aspects that make his designs so unique and revolutionary: painterly compositions featuring forgotten or unheralded plants; the celebration of a plant’s full life cycle including death; and the orchestration of these elements in gardens that evoke the emotional responses of being in the wild – and are, in fact, fantastically bio-diverse – but done so by meticulous design.

Vale proprio la pena di leggerlo con attenzione. E se avete fatto caso a ciò che Oudolf dice nel video

These are the drawings for Durslade. This is a meadow of one and a half acre. It’s a complex of farmhouses that’s going to renovate and become a gallery and also a place where the artists can stay. It’s meant to get lost in, so it’s quite big. I feel very much connected with Durslade and the people that asked me to do the garden.

non potete che essere come me che guardo questa pagina e non vedo l’ora che arrivi il 14 settembre!

Oudolf Durslade

Two-Minute Magazines

Per ora un video:

Stipa al vento

semi di girasole

Dal 12 ottobre 2010 al 2 maggio 2011, alla Turbine Hall, presso la galleria d’arte moderna e contemporanea Tate Modern di Londra, l’artista cinese Ai Weiwei espone l’opera Sunflower Seeds 2010.

Il video è un piccolo documentario che spiega come è stata concepita e realizzata l’opera; mi rendo conto che quando si legge la durata – 14 minuti e 42 – si perda all’istante la voglia di vederlo, ma in questo caso si sbaglia: è un documento bellissimo, interessante e a tratti quasi commovente – non di quella commozione becera e insincera di cui è pieno il mondo, ma un sentimento empatico che ci fa comprendere realtà anche molto lontane dal nostro quotidiano.

Sono stati riprodotti in porcellana milioni di semi di girasole ancora nei gusci, ciascuno affinato, dipinto e cotto nella città di Jingdezhen. Non si è trattato di un lavoro industriale, ma è il frutto del mestiere di centinaia di mani operose. Questi cento milioni (100.000.000.000) di semi sono stati riversati nella grande Turbine Hall, creando un paesaggio infinito. Sunflower Seeds ci invita a guardare più da vicino al fenomeno del “Made in China” e alla geopolitica dello scambio culturale ed economico odierno.

A questa pagina trovate un breve testo che spiega l’opera in maniera semplice e chiara, qui sono citate alcune frasi dell’artista.

Ai associa i semi di girasole – la merenda più comune tra i ragazzi – alla brutale Rivoluzione Culturale (1966/76) di Mao Zedong. Mentre gli individui venivano privati della libertà, l’immagine di propaganda raffigurava il presidente come un sole e i cittadini come una massa di girasoli rivolti verso di lui. Nonostante tutto, Ai ricorda la condivisione dei semi di girasole come un gesto di compassione umana, che rendeva possibili spazi di piacere, amicizia e gentilezza durante un periodo di povertà estrema, repressione e incertezza.