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azienda agricola Floriddia

Andai a vedere l’azienda agricola biologica Floriddia nel mese di giugno dell’anno scorso e le colline dal profilo morbido e accogliente seminate a cereali mi sembrarono un vero spettacolo, lontano dal racconto a volte troppo vernacolare che si fa della Toscana: era una vista che portava verso un futuro bello e pulito, alla luce forte del sole.
Come potete leggere dal loro sito, curano direttamente l’intera filiera; coltivano vari tipi di grano, avena, farro, miglio, ne ricavano farine, coltivano anche legumi (ceci, lenticchie), producono pasta di diversi cereali e due volte alla settimana sfornano un pane sopraffino – casualmente mi trovavo lì al momento in cui uscivano le pagnotte fragranti, mezzo chilo di piacere.
Andai una seconda volta a dicembre ed ebbi l’opportunità di visitare il mulino e il forno. Spesso parlando di attività antiche, soprattutto legate alla terra, si tende a confondere il pittoresco con l’autentico – forse tutti abbiamo l’immaginario guastato da anni di pubblicità che mostrano contadini che accarezzano le spighe e falciano a mano (e da soli!) ettari di campo. Bene, per fortuna non è così e spero che al più presto anche i pubblicitari se ne accorgano. Nel mondo contemporaneo occidentale occuparsi di agricoltura è lavorare con i mezzi di oggi, è conoscere le macchine e saperle utilizzare al meglio, conoscere la materia prima (la natura) e rispettarla davvero nel profondo, senza mistificazioni. E la vera agricoltura biologica è buona e da seguire non solo e non tanto per il bene che fa al singolo, il piacere di mangiare un pane prodotto con farine di prima qualità, ma per la salute di tutti: usare con parsimonia e non inquinare le acque, non intossicare gli animali (noi compresi), non alterare troppo gli equilibri naturali – anche se, nel nostro mondo, chi può dire con certezza cosa è “naturale” e cosa è indotto dall’uomo, è la nostra stessa presenza che altera e crea nuovi equilibri, paradossalmente per tornare all’eden primigenio dovremmo estinguerci.
Quindi, se ci andate, vedrete un forno a legna di ultima generazione, senza eccessi di farina sul fondo, un mulino con la macina di pietra all’interno di una struttura metallica che la protegge, tutte le strutture moderne, pulite, aspirate dalle ceneri dell’essiccazione. Però assaggerete anche uno squisito pane lievitato con pasta madre, potrete comprare diversi prodotti, sia chicchi che farine che lavorati, il tutto in un ambiente contemporaneo e piacevole, che ringrazia l’antico nella maniera più bella e autentica, semplicemente praticando il vero.

il terrazzo di Gregorio e Alessia

il terrazzo di Gregorio

uno scorcio del terrazzo di Gregorio

A volte sembra che su un terrazzo possano stare solo gerani (Pelargonium), lavande e rincospermo (Trachelospermum jasminoides), qualche erba aromatica per la cucina e poco d’altro. Invece c’è tutto un mondo di piante che possono fare una buona riuscita in vaso, con cui creare un vero giardino in quota: moltissime graminacee (Stipa e Festuca al sole, Chasmanthium a mezz’ombra, Carex ramati), cespugli sempreverdi di bosso potato a palla per dare struttura e tantissimi fiori (nella foto, a sinistra, si distingue facilmente un ciuffo spumoso di Erigeron karvinskianus).

Domenica 11 aprile, alla Stazione Leopolda di Pisa, Gregorio presenterà il suo straripante amatissimo terrazzo. E’ un’ottima occasione per vedere (altre) belle foto e prendere appunti, fitti fitti.

Pisa in Fiore

E’ stato messo online il sito di Pisa in Fiore e la relativa lista degli espositori.

Fior di Città

Sul sito della Stazione Leopolda di Pisa è stato pubblicato il programma della manifestazione che mi sembra particolarmente ricco di spunti, soprattutto per l’impegno di unire gli appassionati, l’università , le aziende, l’orto botanico, le scuole, le associazioni e l’amministrazione pubblica in una serie di “Incontri divulgativi” e “Laboratori” nel corso dei tre giorni.

Orari di apertura:
venerdଠ9 aprile, h 16.00 – 20.00
sabato 10 aprile, h 9.00 – 23.00
domenica 11 aprile, h 11.00 – 20.00

Costi:
ingresso gratuito fino alle h 16.00 del sabato
2,00 euro fino alle h 19.00 della domenica
ingresso sempre gratuito per i più piccoli (sotto i 14 anni) e i più grandi (sopra i 65 anni).

il carrozzone

Durante l’estate non riesco mai ad andare in vacanza per più di qualche giorno di seguito, tutto ciಠa causa del vivaio. Ma non intendo lamentarmi, in fondo nessuno mi ha obbligata ad aprire un vivaio, avrei potuto dedicare il mio tempo ad una attività  più “regolamentata”, con le canoniche ferie agostane, i week-end liberi e via dicendo; ci sono i pro e ci sono i contro. Devo ammettere che verso il 20 luglio, quando le giornate sono lunghe e torride, con il sole che non dà  tregua fin dalla mattina presto, tendo a mettere in discussione parecchie scelte… ma tant’è, fino ad ora ho retto. Capirete bene che le occasioni di svago in giornata sono la manna dal cielo e per fortuna Lucca si trova in un crocevia ricco di bei posti.

Quest’anno sono riuscita a fare una mitica gita in carrozza (nota: si tratta di grandi carrozze, tipo vagoni del vecchio west, non di carrozzelle leziose da matrimonio) al parco di San Rossore che consiglio a tutti. Come potete vedere dal sito, che è davvero molto chiaro e attendibile, ci sono tre possibili percorsi: breve (durata media un’ora e mezza), medio (due ore) e lungo (tre ore). Io vi consiglio il percorso lungo che arriva fino alla spiaggia; forse vi sembrerà  che tre ore siano interminabili, soprattutto con dei figlioli al seguito, ma vi assicuro che passano in un baleno. Antonio Di Sacco, che conduce la carrozza, è bravissimo a spiegare la storia del parco e ad illustrare le varie specie che si incontrano lungo il cammino. Si ha l’opportunità , cosଠrara purtroppo per noi italiani potatori senza criterio, di vedere le essenze autoctone della macchia mediterranea finalmente in tutta la loro maestà  – sà¬, perchà© gli alberi lasciati liberi di crescere secondo la propria natura sono dei veri sovrani che ci concedono la loro munifica ombra -, trotterellando al passo gentile dei cavalli da tiro.