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novità?

Ho lasciato in sospeso due argomenti, la riunione con gli organizzatori di Murabilia e VerdeMura e il libro di Liberti; cerco adesso di tirare le fila, mi preme soprattutto di essere concreta e offrire spunti di riflessione non teorici, ma ben calati nella realtà – spunti di azione, quindi, più che riflessione.

Durante la riunione – pochissimo partecipata, va detto – sono state illustrate le mostre mercato prossime venture, i cambiamenti in programma e le linee guida che si intendono seguire. Per ciò che riguarda la primavera, si mantiene inalterata la posizione: una parte di espositori sopra porta Santa Maria e l’altra sugli spalti antistanti, fino al baluardo San Martino. Dal punto di vista dei contenuti tutto rimarrà invariato, si tratterà di una fiera della vita all’aria aperta che propone non solo piante, ma arredo, oggetti, artigianato. La novità più di rilievo è nel nuovo sito già attivo da un paio di settimane: ciascun espositore avrà a disposizione una pagina da gestire in autonomia, sulla quale è possibile caricare fino a tre fotografie, in cui presentare la propria attività, le eventuali novità, i contatti e tutte le informazioni aggiuntive che si ritengono importanti e interessanti. Mi sembra una novità intelligente; in questo modo l’organizzazione delega al singolo, senza mediazioni, di presentarsi e offrire un’immagine di sé breve ma essenziale e, se ben fatta, efficace.

Murabilia, almeno nelle intenzioni, dopo un’edizione non bene a fuoco, vuole tornare ad essere un punto di riferimento per quanti si interessano di piante e di giardino. Nel 2012 verrà ridimensionata e avrà luogo sui baluardi San Regolo e La Libertà, con un piccolo ambiente espositivo sugli spalti interni delle mura lungo il tratto che unisce Porta Elisa e il sotto della Libertà (in pratica dove c’è il cancello di servizio del Giardino Botanico, oltre lo stagno), affacciandosi in questo modo anche all’esterno delle mura, attraverso la sortita pedonale verso viale Giusti – chiedo scusa per l’intricata descrizione di vie e percorsi, se guardate questa cartina risulta tutto molto chiaro.
A latere, anche fisicamente, della fiera, ci saranno eventi gratuiti sui due baluardi – San Salvatore e San Colombano – rimasti “orfani” di Murabilia. Si tratterà di eventi a ingresso libero e, a quanto ci hanno detto, a tema libero, vale a dire svincolati da Murabilia; probabilmente uno dei temi sarà la musica, ma ancora non è stato deciso come impiegare i due spazi di risulta.

A mio parere sarebbe meglio sfruttare questi spazi preziosi, sia come dimensioni che per bellezza, per iniziative legate a Murabilia; ad esempio si potrebbero illustrare le alberature delle mura, mettere dei cartellini per ogni gruppo di essenze o esemplare isolato, pubblicare sul sito dell’Opera delle Mura una mappa dettagliata con i nomi comuni e scientifici degli alberi per ogni porzione di percorso e organizzare una serata per presentare questo lavoro. Si tratta di un parco molto frequentato e amato da tutti, curato nella manutenzione e credo varrebbe la pena di dargli anche un valore educativo: è sempre pieno di bambini e spesso di scolaresche. È una gioia nelle tiepide giornate primaverili e autunnali passeggiare sotto gli alberi delle mura, magari con un taccuino (cellulare, sistema operativo mobile, fotocamera, eccetera) in mano a segnare gli alberi che man mano sfilano in parata, forse a fine gita avremo innescato un interesse in più.
Oppure si potrebbero invitare dei paesaggisti a illustrare i loro lavori, con immagini e dettaglio delle piante utilizzate; iscritti all’Adipa che presentano le loro collezioni o i viaggi di interesse botanico; oppure, ancora, dare una sterzata di carattere più scientifico e giornalistico, di impegno civile in campo ambientale, con approfondimenti ad esempio sul ciclo dei rifiuti, oppure sulla composizione dei terricci comunemente usati in floricoltura, o sui concimi, sui metodi di lotta integrata in agricoltura, sulle tecniche di potatura degli arbusti più diffusi nei nostri giardini.
Queste le prime iniziative che mi vengono in mente, ma non credo manchino gli argomenti e adesso non scarseggia nemmeno il tempo: 100 giorni a VerdeMura e 250 a Murabilia, si può ancora fare tutto!

Lo scrivo piccolo, ma lo penso grande: perché, visto il periodo economico non proprio roseo, non si porta il costo d’ingresso di tutte le più importanti mostre mercato di piante a cinque euro? [sento il sibilo di spari vicini, non crediate]

Murabilia 2011

Mi sento in dovere di scrivere questo post di riflessione anche se, a botta calda, fatico a dare un ordine a tutte le cose che mi salgono alle dita. Murabilia quest’anno è stata una fiera con qualche elemento di difficoltà: quattro baluardi occupati – cioè un percorso lunghissimo, estenuante -, una mappa piccola e poco comprensibile data ai visitatori, il baluardo delle zucche e delle associazioni relegato a una distanza improponibile, un numero insufficiente di carrelli, un unico bar, eccetera. Detto questo, è ovvio che rimane una fiera bellissima, che l’ambientazione è unica, che in tanti si sono dati da fare in maniera egregia, ma lo scossone alle fondamenta si è sentito e in tanti l’abbiamo rilevato e denunciato.

L’organizzazione di una mostra di piante insolite, rare – date il nome che preferite – presuppone l’armonizzazione di molti fattori anche distanti tra loro: ci vuole una grande forza per decidere, per sapere quando è giusto mediare o invece è meglio imporsi, per giudicare il lavoro di quanti chiedono di partecipare, per vedere, oltre alle intenzioni, il prodotto interessante o dozzinale, per stimolare i piccoli vivai a farsi un po’ più grandi o incentivare i grandi a spendersi ancora in ricerca e non adagiarsi sui risultati ottenuti, per fare abbassare la cresta a quelli che ormai si sentono importanti e fanno la voce grossa, oppure amplificare le voci sottili che arrivano dal basso e hanno bisogno di essere ascoltate. Sostanzialmente è un lavoro di grande ascolto, di scelte – anche difficili e discutibili, sempre col rischio di sbagliare – e infine di risposte estremamente concrete. Per non parlare del lavoro, immagino estenuante, di mediazione con tutti i poteri politici e corporativi che reclamano attenzione.
E’ un mestiere che presuppone sensibilità, passione, intuito, spirito di osservazione, e anche una grossa dose di “tigna”, di spirito decisionale in grado di andare oltre il singolo per la buona riuscita generale. Il rischio, a mio modo di vedere, è che questi due aspetti, ugualmente fondamentali, perdano l’equilibrio fra loro e un aspetto prenda il sopravvento.

Murabilia, da un paio di anni, si trova in questo stato di bilico: diventare più grande, offrire sempre di più, ma senza perdere le caratteristiche – di piccola fiera verace – che la rendono unica e autentica.

Vorrei citare a questo proposito ciò che dice, nel video qui sotto, Peter Zumthor del lavoro di Piet Oudolf:
Ho progettato questa struttura e chiesto al paesaggista Piet Oudolf di occuparsene e lui ha creato un lavoro meraviglioso. Non c’è stata in realtà discussione di “cosa farai” e “voglio vedere questo” o altro. Ho avuto fiducia in lui.

Così nelle fiere, è giusto che la parte politica e burocratica dia un’impronta reale e fattiva e tiri le somme, come è altrettanto fondamentale che chi si occupa di piante sia messo nella condizione fare delle scelte, e che le due parti lavorino in maniera armonica e sinergica e con una limpida fiducia reciproca per un unico fine. La Adipa, gli amatori, le zucche sono un tratto caratteristico e inconfondibile che negli anni ha permesso a Murabilia di emergere tra le fiere, stiamo attenti a non perdere le qualità per strada perché gli equilibri sono fragili e difficili da ristabilire una volta alterati.

Vorrei fosse chiaro a tutti che questo è un post da tifosa di Murabilia e si sa che i “fan” desiderano sempre il meglio per l’oggetto della loro ammirazione.