vespaio

La vita al campo è piena di insidie nascoste. Due giorni fa, ad esempio, sono stata brutalmente attaccata da una vespa isterica. Era finalmente arrivata quell’ ora della sera in cui depongo armi e buona volontà  e inizio a rassettare prima di tornare a casa. Mi accingevo ad azionare il motore dell’ acqua, quando sento un rumore, un fruscà¬o subdolo sotto il telo che copre un contenitore in plastica. Subito penso ad una lucertola, ma immediatamente realizzo che la lucertola si muove a scatti più incoerenti, si trattava invece di un movimento fluido e impercettibile. Allora faccio per scostare leggermente il telo, appena lo sfioro vola fuori una vespa incazzatissima che più veloce della luce mi sferra due pinzotti nella stessa gota – la sinistra – un bruciore come se mi stesse andando a fuoco la faccia. Ora tutte le mattine mi guardo allo specchio e vedo l’ evoluzione: inizialmente non ero troppo sfigurata, solo due buchetti rossi doloranti; adesso sento caldo e prurito e sono gonfia come Marlon Brando nel Padrino. Umiliante.

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