The Plant Journal

Guardate un po’ cosa mi è arrivato:

"The Plant Journal"

THE PLANT #8

quando ormai avevo perso ogni speranza, ecco un bel pacchetto che mi aspetta alla buca delle lettere. Sono 160 pagine (le due di pubblicità sono solo in copertina, dentro è tutta ciccia) a un primo sguardo molto dense. Leggo e vi racconto presto.

PS: l’etichetta che vedete sotto al titolo della rivista è un mio discutibile intervento, non fa parte della grafica.

Approfitto di queste righe per augurare a tutti quelli che capitano qui un anno di novità e incontri fortunati!

4 Responses to “The Plant Journal”


  • La mia figlia neolaureata in filosofia vuol fare la fioraia, le ho suggerito di visitare “worlds end farm” che avevi indicato tu: qualche altro suggerimento? Baci.

  • W.e.f. è un progetto bellissimo, sempre più interessante – seguo le vicissitudini sul blog di Sarah Ryhanen, ha una voce molto speciale e un’attitudine decisa e ironica al tempo stesso. Però non ho capito: parli di visita virtuale o di andare in America a seguire uno dei corsi di w.e.f.? Secondo me è un buon momento per fare la fioraia, in giro iniziano a vedersi composizioni più libere e fantasiose, alcune quasi sfrenate, legate alla terra e alla stagione e alla coltivazione in proprio. Ora ci penso e ti rispondo.

  • Oddio, spero non in America. Vuole andare a Vienna, dove potrebbe essere ospitata da un’amica, per un pò di tempo. Poi si vedrà. Attendo suggerimenti, se ne hai, grazie comunque.

  • Data la tua esperienza in giardino, vi direi senz’altro di coltivare parte dei fiori in proprio, ti dà la libertà di scegliere le cose che ti piacciono di più senza dipendere da forniture esterne – oltre a essere di sicuro molto più belli! Immagina un mazzo con le tue belle rose fresche di giardino rispetto a quelle rigidone con colori improbabili che trovi in vendita. E coltivando impari molto di più, è un lavoro più dinamico. I genitori anziani di un amico mi hanno detto che fino a poche decine di anni fa anche qui in zona chi aveva un minimo di terra coltivava fiori (garofanini, gladioli spesso) da vendere recisi al mercato. Poi è diventato antieconomico, la roba estera costava sempre meno e tutti hanno smesso. Ma secondo me è il momento di ricominciare!

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