Symphyo… che?

In fondo a un libro bellissimo che sto leggendo – ve ne parlerò presto, neanche allora l’avrò finito, ma voglio assolutamente dirne il meglio – c’è una nota sui nomi delle piante. Ripeto, è un libro preciso, competente e professionale, e anch’esso afferma:

Scientific accuracy is important, but sometimes compromises have to be made.

(L’accuratezza scientifica è importante, ma talvolta qualche compromesso è necessario.)

Insomma, non voglio farla lunga, ma preparatevi a ripetere a voce alta Symphyotrichum. In particolare Symphyotrichum ericoides, Symphyotrichum laeve, Symphyotrichum turbinellus, che una volta erano Aster. L’Eupatorium maculatum ora si chiama Eupatoriadelphus maculatus e il Limonium latifolium è L. platyphyllum.

Comunque sappiate che non sempre i tassonomisti sono d’accordo fra loro. E siamo daccapo un’altra volta!

2 Responses to “Symphyo… che?”


  • Penso che ti renda conto anche te che è una vigliaccata cambiare i nomi delle piante ogni tanto, capisco che ci sarà un motivo scientifico, ma la mia memoria non accoglie più, anzi mi accorgo che a volte proprio si rifiuta.

  • Ciao Lorenza! Dunque, ti riporto quel che leggo sul libro: il genere Aster è stato riorganizzato sulla base dei recenti studi sul DNA (vale lo stesso per l’Eupatorium). A me (e anche a te, sono sicura) piace usare il nome latino perché è la lingua universale delle piante e ci si capisce subito; certo, questa cosa del Symphyotrichum (giuro che mi tocca ancora controllare lo spelling) è dura da digerire. Io, a parte black out improvvisi, scrivo i nomi così tante volte che sono avvantaggiata nel ricordarli e lo considero un po’ un mio dovere. Tu, però, se a volte non salti l’ostacolo, pazienza – mi verrebbe da dirti: VITAMINA B, lievito di birra!

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