messaggeri di primavera

Guardava fuori attraverso il vetro della piccola finestra del suo studio. Sotto la collina dietro la casa, c’ era una montagnola coperta di erbe alte. In mezzo alle erbe erano fioriti piccoli fiori azzurri. Le sagome minuscole delle piante erano quasi invisibili, e solo l’ azzurro spiccava tra le erbe. A parte le dafni, quei fiori azzurri erano i primi fiori della stagione nel giardino di Oki. E la fioritura durava a lungo.
Oki non sapeva il nome di quei fiori. Erano troppo modesti per essere chiamati i primi messaggeri della primavera. Erano cosଠvicino alla finestra dello studio, che Oki pensava spesso di scendere in giardino e guardarli più da vicino. Benchà© non l’ avesse mai fatto, il suo affetto per quei fiori anonimi cresceva sempre di più.
Con un po’ di ritardo, fiorivano in mezzo all’ erba anche i denti di leone. Anch’ essi avevano una lunga fioritura. Ora, nella luce del crepuscolo, fluttuavano ancora il giallo dei denti di leone e l’ azzurro dei fiorellini anonimi. Oki restಠa contemplarli a lungo.

Yasunari Kawabata, Bellezza e tristezza, Einaudi Tascabili #164

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