Cieli silenziosi

Ultimamente mi è capitato di leggere e piano piano interessarmi al mercimonio degli uccelli da mangiare o canori. È stata una cosa involontaria e, devo dire, piuttosto dolorosa da sapere; più che altro non mi ero mai resa conto delle reali dimensioni del fenomeno. Avevo una vaga percezione di quel che sta succedendo ai pesci – nella mia coscienza i pesci stanno assieme agli uccelli, non saprei dire perché -, con la pesca intensiva, l’inquinamento, la razzia di certe prelibatezze, ma di uccellini mi sembra sempre di vederne e sentirne tanti! e invece no. Da ultimo, ho letto Più lontano ancora di Jonathan Franzen e apriti cielo.
È una collezione di saggi di vario genere e argomento, ma essendo F. un birdwatcher, quando viene mandato a Cipro e incontra alcuni membri del Committee Against Bird Slaughter (Cabs), risulta particolarmente dentro la questione e ne restituisce un quadro tanto triste quanto veritiero: uccellagione con i bastoncini di vischio a Cipro, caccia indiscriminata ai migratori a Malta, alterne visioni di caccia selvaggia o selettiva nel nostro paese, pratica o disgusto dell’illegalità, le due facce dell’Italia.

Questa mia è una piccola voce egoista che vuole continuare a sentire i canti e i rumoracci dei pennuti, come a loro tocca il volume della mia radiolina da campo. E siccome sono in arrivo giornate fredde, domani vado a spargere un po’ di semi oleosi al vivaio. Intanto ho fatto questo test canoro prendendoci parecchio. E qui ci possiamo preparare alla primavera.

Dal quiz canoro: ma se la cincia bigia americana dice “cheese burger”, la nostra cinciallegra dirà “pasta al sugo”?

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