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	<title>il posto delle margherite</title>
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	<description>la sede virtuale di un vivaio di piante perenni</description>
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		<title>piccoli giardini / 3 (fine)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 09:51:42 +0000</pubDate>
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13. Il perimetro esterno dovrebbe essere progettato con la massima attenzione, come fosse una scultura, una pianta particolarmente significativa o qualche arredo di design. Nonostante sia limitato come spazio orizzontale, può avere una superficie verticale importante e contribuire in maniera fondamentale al disegno del giardino. Spesso è un elemento sottovalutato e risolto in modo sbrigativo, [...]]]></description>
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<li>13. Il perimetro esterno dovrebbe essere progettato con la massima attenzione, come fosse una scultura, una pianta particolarmente significativa o qualche arredo di design. Nonostante sia limitato come spazio orizzontale, può avere una superficie verticale importante e contribuire in maniera fondamentale al disegno del giardino. Spesso è un elemento sottovalutato e risolto in modo sbrigativo, con una siepe uniforme, ma vale la pena considerarlo alla stregua di tutto lo spazio a nostra disposizione, per creare un equilibrio esterno/interno.</li>
<li>14. Schermarsi dall&#8217;esterno non significa solo creare un recinto lungo il perimetro, ma cercare di progettare anche all&#8217;interno dei punti più raccolti, ad esempio con un piccolo albero che protegge la zona relax o rende più intimo il luogo dove si mangia.</li>
<li>15. Se dalle finestre di casa vedo il giardino, le regole abituali di progettazione possono essere sovvertite per comporre degli scenari, simili a fotografie o ad allestimenti teatrali, da osservare dall&#8217;interno.</li>
<li>16. Evitate le piante che tendono a svilupparsi molto in larghezza, inevitabilmente e in poco tempo si prenderanno più spazio del dovuto. Sono da privilegiare cespugli eretti piuttosto che allargati &#8211; il suolo, in un piccolo giardino, è un bene prezioso! -, siate molto attenti alle dimensioni ultime delle piante. Se state scegliendo un albero, cercatene un esemplare maturo da vedere in natura per farvi un&#8217;idea quanto più esatta possibile delle dimensioni finali: trovarsi nella condizione di potare ripetutamente una pianta può essere frustrante per noi oltre che per &#8220;lei&#8221;.</li>
<li>17. I giardini scuri spesso sembrano più piccoli di quanto non siano in realtà. Le piante con variegature gialle o bianche danno un tocco di luce ad angoli altrimenti bui; l&#8217;edera variegata illumina il muro che la sostiene, sebbene possa risultare un po&#8217; invasiva.</li>
<li>18. I rampicanti occupano una porzione di suolo molto limitata e riescono a rendere bello un muro che non lo è. Allo stesso scopo, offrire una impalcatura a spalliera alle piante adatte (vite, agrumi, meli, peri, etc.), riveste una superficie di colore, chioma e profondità verde, con un disegno ordinato e insieme allegro.</li>
<li>19. Le piante a fusto libero, con i rami impalcati verso l&#8217;alto, sono una buona scelta nei giardini di piccole dimensioni. La chioma protegge da sguardi indiscreti, mentre il tronco occupa poco spazio alla base; inoltre, se è previsto un impiantito, potrà essere posato vicino al tronco senza danni.</li>
<li>20. Sia che siano piante o materiali, limitate il numero di colori ad uno schema semplice: l&#8217;ordine e la coerenza contribuiranno a dare una sensazione di spazio armonioso e rilassante.</li>
<li>21. Riporre gli attrezzi è fondamentale anche nei piccoli giardini, il più delle volte però, un capanno risulta essere un pugno in un occhio. Le comodità di servizio vanno concepite e progettate con la massima attenzione o rischiano di compromettere del tutto la bellezza di un luogo.</li>
<li>22. Siate audaci e provate soluzioni coraggiose. Le piante ben strutturate, di solida impalcatura, con fogliame grande, risultano sorprendentemente adatte ai piccoli spazi, spesso meglio di piante più anonime, con foglie piccole, fitte e disordinate.</li>
<li>23. Troppi materiali diversi possono rendere caotico un piccolo spazio, ma troppo pochi lo rendono sciatto e privo di carattere. Di solito tre materiali &#8211; ad esempio pietra, legno e muratura dipinta &#8211; funzionano bene; un quarto &#8211; metallo &#8211; può essere usato per i dettagli e le rifiniture.</li>
<li>24. I piccoli prati all&#8217;ombra, soggetti ad un continuo calpestio, magari frequentati da cani e bambini, sono da dimenticare. Meglio cercare soluzioni alternative, ad esempio la ghiaia naturale tonda a pezzatura fine.</li>
<li>25. Non siate tentati dall&#8217;avvicinare troppo alla casa le zone pavimentate, di sosta, in cui sedersi a mangiare o a chiacchierare; se le allontanate verso il giardino, magari sotto ad un albero, creerete dei percorsi per raggiungerle e tutto lo spazio verrà sfruttato a pieno, aiutando l&#8217;integrazione fra casa e giardino &#8211; interno ed esterno.</li>
<li>26. La chiave per una buona progettazione di piccoli giardini è la scelta accurata di cosa eliminare. L&#8217;armonia fra spazi pieni e spazi vuoti è l&#8217;ingrediente principale di un disegno equilibrato; resistete alla tentazione di riempire ogni angolo. Nei piccoli giardini più che altrove il meno diventa più &#8211; <em>less is more</em>.</li>
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		<title>piccoli giardini / 2</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 12:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
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4. Non riempire il giardino di oggetti; pochi grandi elementi &#8211; ad esempio un vaso importante, un contenitore fiorito, qualche arredo originale &#8211; sono di maggiore impatto rispetto a una moltitudine di piccole cose che finiscono per disturbare la vista e creare disordine.
5. Le linee curve e i cerchi ingannano l&#8217;occhio e creano movimento in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>4. Non riempire il giardino di oggetti; pochi grandi elementi &#8211; ad esempio un vaso importante, un contenitore fiorito, qualche arredo originale &#8211; sono di maggiore impatto rispetto a una moltitudine di piccole cose che finiscono per disturbare la vista e creare disordine.</li>
<li>5. Le linee curve e i cerchi ingannano l&#8217;occhio e creano movimento in una statica pianta rettangolare.</li>
<li>6. Le variazioni di quota rendono più dinamico un giardino altrimenti piatto; anche un semplice gradino a scendere che introduce in un&#8217;area in cui sedersi la rende più intima e privata, mentre, al contrario, se la zona dove si mangia è rialzata, ci si sente troppo esposti e visibili.</li>
<li>7. Studiare con attenzione una struttura di sempreverdi topiati (bosso, tasso, etc.) è fondamentale nei piccoli spazi per dilatare il periodo di interesse del giardino e non limitarlo solo alla stagione di fioritura delle erbacee perenni. E&#8217; in parte il discorso cui si accennava al punto 2., aver sempre ben presente il susseguirsi delle stagioni e i rispettivi comportamenti delle essenze che scegliamo, quali andremo a tagliare in autunno o in inverno, quali rimarranno fisse e abbastanza immutabili, quali lasceremo crescere libere, a quali daremo una forma geometrica, se gli arredi verranno spostati o rimarranno all&#8217;esterno, eventuali vasi da rimpiazzare.</li>
<li>8. Troppi arredi leggeri possono riempire un piccolo spazio; conviene, ad esempio, prendere in considerazione l&#8217;opportunità di sedersi su piccoli muretti di contenimento, piuttosto che avere sedie sparse.</li>
<li>9. I gradini possono servire da sedute occasionali.</li>
<li>10. La superficie dei muretti, se abbastanza alti e rifiniti, potrà servire come appoggio per piatti e bicchieri.</li>
<li>11. L&#8217;arredo dovrebbe essere versatile e multifunzionale, come accennato al punto 1., le sedie essere abbastanza alte per mangiare al tavolo e abbastanza comode per stare seduti a lungo.</li>
<li>12. Se un giardino è esposto a sguardi esterni, raramente la soluzione sarà imprigionarsi dietro alti muri e recinzioni che escludono completamente dal contesto e rimpiccioliscono ulteriormente lo spazio, spesso creando un effetto gabbia. Il metodo migliore è creare un senso di intimità con una leggera velatura di tende, un grigliato di rampicanti o un unico albero la cui chioma schermi un particolare angolo visuale che ci infastidisce.</li>
</ul>
<ul></ul>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;">to be continued&#8230;</span></p>
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		<title>piccoli giardini / 1</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 20:54:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su Gardens Illustrated di questo mese si parla di piccoli giardini e, oltre ad illustrarne qualcuno, Andy Sturgeon &#8211; vincitore del &#8220;Best in Show&#8221; al Chelsea Flower Show di quest&#8217;anno &#8211; dà alcuni consigli pratici e alcune idee che secondo lui possono far funzionare meglio uno spazio di piccole dimensioni. Penso sia utile riportarle poiché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Gardens Illustrated di questo mese si parla di piccoli giardini e, oltre ad illustrarne qualcuno, Andy Sturgeon &#8211; vincitore del <a href="http://www.rhs.org.uk/Shows-Events/RHS-Chelsea-Flower-Show/2010/Gardens/A-to-Z/The-Daily-Telegraph-Garden">&#8220;Best in Show&#8221; al Chelsea Flower Show</a> di quest&#8217;anno &#8211; dà alcuni consigli pratici e alcune idee che secondo lui possono far funzionare meglio uno spazio di piccole dimensioni. Penso sia utile riportarle poiché la più parte dei nostri giardini è una piccola parcella di terreno davanti casa e spesso ci si adagia nella riproposizione degli stessi stanchi schemi che magari non soddisfano più nessuno, ma che ci seguono con la forza dell&#8217;ineluttabile.<br />
Riporto qui, in parte traducendo, in parte integrando con farina del mio sacco, i punti salienti della disamina.</p>
<ul>
<li>1. Ogni cosa, in un piccolo giardino, dovrebbe avere più funzioni: una panca diventare un contenitore, il tetto di un capanno può essere ricoperto di sedum fioriti e i muretti diventare comode sedute; insomma, tutto all&#8217;occorrenza può cambiare ruolo, scopo e compito in base a quello che ci serve o che desideriamo.</li>
<li>2. Ciascuna pianta dovrebbe avere molteplici punti di interesse: non solo fiori, ma bacche, colori autunnali, toni di verde, tessitura e corteccia interessanti. E&#8217; un punto da tenere a mente in modo particolare perché spesso la pianta è identificata solo e unicamente dal fiore e dalla stagione di, appunto, fioritura, ma una pianta esiste sempre e ci accompagna ben oltre il semplice dispiegarsi della corolla. Conosciamo davvero le nostre piante in tutte le loro forme di vita e riposo?</li>
<li>3. Le zone in cui si sta seduti dovrebbero essere flessibili. Una panca fissa insieme a poche, comode sedie libere e un tavolo è la combinazione più versatile.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: xx-small;">to be continued&#8230;</span></p>
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		<title>nuovi fiori</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 12:02:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La nuova produzione è pronta per essere trapiantata in giardino; alcune piante (ad esempio Heliopsis helianthoides subsp. scabra &#8216;Summer Nights&#8217;, Pennisetum thumbergii &#8216;Red Buttons&#8217;, seminate a marzo) sono in boccio, altre addirittura in fiore (le ovvie gaura e verbena, Inula racemosa &#8216;Sonnenspeer&#8217; semina 2009).
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova produzione è pronta per essere trapiantata in giardino; alcune piante (ad esempio <em>Heliopsis helianthoides</em> subsp. <em>scabra</em> &#8216;Summer Nights&#8217;, <em>Pennisetum thumbergii</em> &#8216;Red Buttons&#8217;, seminate a marzo) sono in boccio, altre addirittura in fiore (le ovvie gaura e verbena, <em>Inula racemosa</em> &#8216;Sonnenspeer&#8217; semina 2009).</p>
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		<title>aromatiche</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:28:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;immagine si vede in primo piano l&#8217;Helichrysum italicum quasi fiorito e dietro i capolini stretti e lucenti della Santolina rosmarinifolia (S. virens, S. viridis).
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_572" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0079.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-572   " title="Helichrysum italicum e Santolina rosmarinifolia" src="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/IMGP0079-150x150.jpg" alt="Helichrysum italicum e Santolina rosmarinifolia" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">elicriso e santolina</p></div>
<p>Nell&#8217;immagine si vede in primo piano l&#8217;<em>Helichrysum italicum</em> quasi fiorito e dietro i capolini stretti e lucenti della <em>Santolina rosmarinifolia</em> (<em>S. virens</em>, <em>S. viridis</em>).<br />
<span style="color: white;">.<br />
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.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>incontri ravvicinati / dentro</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 11:49:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_566" class="wp-caption aligncenter" style="width: 168px"><a href="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/Immag13881.jpg"><img class="size-medium wp-image-566 " title="vivaio, fine maggio 2010 - dentro la nursery" src="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/Immag13881-225x300.jpg" alt="vivaio, fine maggio 2010 - dentro la nursery" width="158" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">vivaio, fine maggio 2010 - dentro la nursery</p></div>
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		<title>incontri ravvicinati / fuori</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:48:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una piccola foto che la mia amica Silvia ha fatto con il cellulare circa tre settimane fa alla parte di vivaio che stiamo sistemando in questi mesi. 
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_554" class="wp-caption aligncenter" style="width: 168px"><a href="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/Immag1424.jpg"><img class="size-medium wp-image-554 " title="nursery del vivaio 31.5.2010" src="http://ilpostodellemargherite.com/wp-content/uploads/2010/06/Immag1424-225x300.jpg" alt="vivaio, fine maggio 2010 - nursery" width="158" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">vivaio, fine maggio 2010 - nursery</p></div>
<p>Una piccola foto che la mia amica Silvia ha fatto con il cellulare circa tre settimane fa alla parte di vivaio che stiamo sistemando in questi mesi. </p>
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		<title>Dan Pearson</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 22:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì sono stata a Roma a seguire la presentazione del libro &#8220;Spirit &#8211; Garden Inspiration&#8221; di Dan Pearson, da parte dello stesso autore, invitato da Gabriella Recrosio, autrice di un bell&#8217;articolo pubblicato su Rosanova di aprile.

(immagine presa da Federal Twist)
L&#8217;avevo già letto e mi aveva colpita perché si parla di ispirazione nel senso più ampio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sono stata a Roma a seguire la presentazione del libro &#8220;Spirit &#8211; Garden Inspiration&#8221; di Dan Pearson, da parte dello stesso autore, invitato da Gabriella Recrosio, autrice di un bell&#8217;articolo pubblicato su <a href="http://www.rosanova.net/">Rosanova</a> di aprile.</p>
<p><img src="http://2.bp.blogspot.com/_Ale5rv8V0ZI/Ssss0r5-riI/AAAAAAAAFcE/EWZigYGO_Po/s400/Spirit.jpg" alt="" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">(immagine presa da <a href="http://federaltwist.blogspot.com">Federal Twist</a>)</span></p>
<p>L&#8217;avevo già letto e mi aveva colpita perché si parla di ispirazione nel senso più ampio del termine, quindi non solo giardini, ma architettura, scultura, forma; di come la sensibilità di una persona possa soffermarsi in maniera sinestetica su tutto ciò che la circonda e rendere l&#8217;esperienza uditiva, tattile, visiva e olfattiva un&#8217;unica realtà che pervade istantaneamente tutto. E di come la realtà che colpisce i sensi, tutti e ciascuno, rimanga nel nostro vissuto e torni fuori ad aiutarci quando ci troviamo a risolvere un compito, a svolgere una funzione, ad elaborare un progetto. Semplificando, non sono più capace di un altro di sviluppare un&#8217;idea creativa se ho studiato, se ho capito, se sono stato diligente, ma se sono capace di rendere le mie capacità abbastanza sottili e duttili da immagazzinare ciò che mi circonda e averne trovato le connessioni con la mia vita interiore e poi le so rielaborare in chiave pratica a fini concreti e operativi. Sostanzialmente qualcosa di innato. Certo, poi esiste il lavoro, la cosiddetta &#8220;traspirazione&#8221;, ma l&#8217;ascolto e la risonanza giusta dell&#8217;istante sono cose che già devono stare lì, il seme.</p>
<p>E&#8217; interessante il libro di Dan Pearson perché assolutamente inutile, nel senso migliore del termine. Inutile ai fini della progettazione: non contiene progetti, non dà suggerimenti. Inutile come auto-promozione: non è un libro critico, non si scaglia contro nessuno, non innesca polemiche. Inutile come illustrazione: le fotografie sono piuttosto piccole e poco luminose, di qualità media &#8211; ho quasi il sospetto che siano appositamente scure per imporre uno sguardo più attento. E i luoghi di cui parla sono abbastanza alla portata di tutti &#8211; a parte alcuni posti più remoti -, non dico da turismo di massa, ma molte mete europee, Roma, l&#8217;Andalusia. Alla fine, è un libro da leggere con una certa attenzione perché non offre appigli né scorciatoie sentimentali, anzi, è piuttosto rigoroso e profondo nelle riflessioni, e in alcuni punti richiede una rilettura per cogliere tutti i concetti e le sfumature.<br />
E&#8217; ancor più interessante perché Pearson non è solo un teorico, un filosofo, un illustratore, ma lavora concretamente sul paesaggio, quindi forza, incanala e asseconda la natura all&#8217;interno di un progetto, dà forma visibile alle idee.</p>
<p>Ci sono alcune parole che ricorrono e che forse tirano il filo che ci conduce.<em> </em><em><strong>E</strong></em><em><strong>lusive</strong></em> (elusivo, sfuggente); I <strong><span style="font-weight: normal;"><em><span style="font-style: normal;"><em>might be able to capture the </em><em>appropriateness</em><em> of things in their place if I learned </em><strong><em>to read</em></strong><em> what was around me </em>(imparare a leggere ciò che abbiamo attorno);<em> I knew I wanted </em><strong><em>to translate</em></strong><em> the <strong>freedom </strong>found in a natural landscape and work something of it into a garden setti</em><em>ng <span style="font-style: normal;">(tradurre la libertà della natura).</span></em></span><span style="font-style: normal;"><br />
Parla di <a href="http://www.rousham.org/">Rousham</a>, nell&#8217;Oxfordshire, restituendone il silenzio e la monumentale ma domestica bellezza (illustrata con piccole ma densissime foto), di Yosemite e del sentirsi piccoli dentro la foresta, dell&#8217;eclettismo disinibito dei Community Gardens in qualsiasi parte del mondo si trovino. C&#8217;è un&#8217;ampia parte dedicata alla sua esperienza in Giappone, che spazza via le vaghe idee imprecise che ciascuno di noi ha sul minimalismo come qualcosa di statico ed esangue, mentre è potente e senza tempo, di un&#8217;altra era. E proprio nell&#8217;esperienza giapponese troviamo il coinvolgimento più intenso, forse più recente, che lo accompagna, con ampie, illuminanti riflessioni.</span></em></span></strong></p>
<p>&#8220;as the garden is fugitive and always in flux&#8221; è importante per questo punteggiare e puntellare la nostra esperienza del mondo naturale con libri come questo, o libri che ciascuno può creare da solo, mettendo insieme le esperienze, i passi, i pensieri &#8220;by simply taking the time to look&#8221;. E a volte anche guardare due volte.</p>
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		<title>nuove cultivar</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 09:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di giugno di Gardens Illustrated è stata scelta, messa in rilievo e infine premiata la lettera di un abbonato che vorrei qui tradurre perché pone una domanda che fa riflettere: <em>have &#8216;overbred&#8217; new plants lost the charm of their wild ancestors?</em> (le nuove piante eccessivamente selezionate hanno perso il fascino delle loro progenitrici selvatiche?)</p>
<blockquote><p><strong>Un passo avanti e due indietro</strong><br />
La recente pubblicazione di un catalogo che illustra le nuove cultivar di iris mi ha fatto riflettere sugli obiettivi dei moderni ibridatori di fiori e sono stato preso dallo sconforto. Sembra che colore e dimensione siano la prima preoccupazione, presto si arriverà ai fiori doppi. Il colore mancante è sempre irresistibile: il <em>Delphinium</em> rosso e la rosa blu.<br />
Lo sviluppo degli iris è paradigmatico del processo. E&#8217; ora possibile ibridare iris di qualsivoglia colore e sono stati creati alcuni fiori davvero meravigliosi. Il disastro comincia quando si inizia a lavorare sulla forma. In natura, i giaggioli mettono insieme eleganza, tessitura cangiante e, soprattutto, una forma simmetrica in tre parti. Gli ibridatori moderni sembrano ossessionati dall&#8217;eccessiva elaborazione della già aggraziata forma naturale del fiore. Il risultato è una serie di esemplari in cui ogni singolo petalo è arricciato sia all&#8217;estremità che sulla superficie in maniera tale da oscurarne la pacata, caratteristica bellezza. Le loro creazioni non sfigurerebbero sul palco delle Folies Bergère. Un fiore pieno di grazia è diventato un brillante pom-pom di colore che turbina in giravolte frenetiche.</p></blockquote>
<p>Già alla fine del 1800, Gertrude Jekyll ci metteva in guardia dai <em>selezionatori che non sanno dove fermarsi</em>:</p>
<blockquote><p>E tutta questa parata di distorsioni e deformità è provocata dal fatto che il coltivatore perde di vista il concetto di bellezza come considerazione prima, e dal fatto che non ha quella conoscenza che gli permetterebbe di stabilire quali sono i punti caratteristici nelle varie piante che più meritano di essere migliorati, e nel suo non sapere quando o dove fermarsi.<br />
[...]<br />
E per tutta la riconoscenza che provo verso coloro che si dedicano al miglioramento dei fiori da giardino, mi azzardo a ripetere la mia ferma convinzione che i loro sforzi nella selezione e in altri metodi dovrebbero esser diretti al fine di tenere sempre presente in primo luogo, e come punto di merito, il raggiungimento della bellezza; e non limitarsi a un semplice aumento di grandezza del fiore o ad una compattezza di forma &#8211; molte piante sono state rovinate da un eccesso di entrambe queste tendenze; non dunque per la varietà o la novità fini a se stesse, ma soltanto per apprezzarle e offrirle quando hanno un chiaro valore per il giardino, nel senso migliore del termine.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">Gertrude Jekyll, <em>Bosco e giardino</em>, Franco Muzzio Editore</p>
<p>E qui si arriva nel campo minato del giudicare la bellezza di questo o quell&#8217;ibrido, di chi dovrebbe farlo e chi potrebbe avere la responsabilità di introdurre sul mercato le nuove <em>cultivated variety</em>. Il gusto del pubblico? le esigenze commerciali? la spinta economica? la concorrenza? una commissione di anime illuminate? un consiglio dei giusti? la lotteria del caso? il coraggio del singolo? Io penso che ciascuno dovrebbe/potrebbe affinare una tecnica personale e smascherare in proprio ciò che è giusto e funziona dal ciarpame che lo circonda e ottunde i sensi.</p>
<p><font size="1">La verità è che la grandine ha provocato terrore e devastazione in vivaio e io oggi proprio non ce la faccio ad affrontare il mondo là fuori.</font></p>
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		<title>Lorenza&#8217;s</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 20:04:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnalo il blog (davvero bello) di una signora che a volte compra le mie piante, *iris e libellule*.
Ho pensato a lungo come chiamarla: cliente? amica? conoscente? Nessuna di queste parole suonava giusta e forse nessuna parola può contenere un rapporto fra persone, soprattutto così imprevisto, fortunato e mediato da cose vive. Ma non voglio tediarvi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo il blog (davvero bello) di una signora che a volte compra le mie piante, <a href="http://iriselibellule.blogspot.com/"><b>*iris e libellule*</b></a>.<br />
Ho pensato a lungo come chiamarla: cliente? amica? conoscente? Nessuna di queste parole suonava giusta e forse nessuna parola può contenere un rapporto fra persone, soprattutto così imprevisto, fortunato e mediato da cose vive. Ma non voglio tediarvi oltre o, peggio, <i>cavalcare l&#8217;onda e poi trovarmi fradicia e spettinata con tutto da rimettere a posto</i> &#8211; come puntualmente accade.</p>
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