Archive for the 'piante' Category

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Frank Ronan

Sull’ultima pagina di GARDENS ILLUSTRATED di gennaio, come sempre, Frank Ronan ci parla di sé riuscendo però a farci vedere oltre la persona, dandoci quindi indicazioni sul giardino in senso proprio; è una capacità preziosa, partire da un dato piccolo e, per onde successive, ampliarlo fino a lambire la coscienza di tutti.

In questo caso, valuta i primi giorni dell’anno e la ripresa del giardino, che si porta appresso le decisioni dell’autunno appena finito. Si pente di non avere a disposizione nuove piante con le quali lavorare subito, aveva infatti deciso di non comprare o moltiplicare niente prima della verifica di fine inverno, quella in cui si contano i mortaccini e si fa pulizia. Però il risultato non è stato quello sperato – ordine, rigore e mancanza di spreco – ma una sorta di sgradevole stagnazione che regna su tutto il giardino.
Senza il pungolo delle nuove introduzioni tutto appare fermo e poco interessante, meno urgente ogni giorno che passa. Da qui la nota che offre motivo di riflessione: la pressione a inserire nuove piante rende dinamico il giardino. Quando abbiamo materiale vegetale da mettere a dimora il nostro sguardo sul giardino cambia, guardiamo diversamente le piante e gli spazi, finalizziamo la visione e la rendiamo vivace e intuitiva. Di fatto, ci dice di non farci imbrigliare dalle nostre stesse decisioni, ma di scendere in terra e tenerci occupati. Il giardino difficilmente migliora grazie a soluzioni astratte, ma prende corpo mentre lo pratichiamo; è quando siamo indaffarati tra le piante che abbiamo le idee migliori e facciamo le scoperte più esaltanti. Potremmo per esempio scoprire che la digitale si è disseminata proprio dove volevamo, oppure che c’è una colonia di Stipa al di là dei nostri confini, o le larve di oziorrinco stanno pasteggiando a Geranium.

A questo punto rimane solo da chiudere la pagina in faccia a Frank Ronan e correre fuori.

aggiornamento annuali

Abbiamo aggiornato la pagina “annuali, orto e altro” con le nuove proposte, tenendo conto dello scambio di opinioni con chi ha voluto mandarci la lista dei desideri.
Faccio presente che le piantine saranno pronte e ben affrancate per la messa a dimora non prima dell’inizio/metà di aprile; verrà messa la data sul blog appena si potrà acquistarle.

un faldone interessante

Quest’immagine è la copertina di una pubblicazione creata dal Department of Design and Construction di New York che contiene le linee guida per la progettazione di spazi che favoriscano l’attività fisica, la salute e il benessere dei cittadini. L’approfondimento è finalizzato a creare e facilitare abitudini di vita più sane, per evitare la tendenza al sovrappeso, se non addirittura all’obesità, tipica delle “società evolute”.
E’ possibile scaricare il faldone in maniera gratuita, semplicemente inserendo la propria nazionalità e professione. Secondo me vale la pena di sfogliarlo, si compone di ricerche serie presentate brevemente e di linee guida molto pratiche ma per niente banali. Il capitolo 2 a pag. 30 si occupa di parchi e spazi aperti; da pag. 52 si analizzano alcuni esempi tra cui l’High Line; poi, naturalmente, ci si occupa di piste ciclabili. Da ultimo, si affronta il difficile tema della relazione e possibile interazione tra interno ed esterno in un edificio di grandi dimensioni, non solo nella progettazione di tetti verdi e superfici inerbite, ma nel creare un equilibrio fra spinta umana, movimento e realtà di natura. E molte foto di progetti già realizzati.

Notizia letta su PERSONAL REPORT (un sito ganzo) qualche tempo fa.

nuove annuali

Anche quest’anno è arrivato il momento di pensare al giardino dei desideri. Gennaio è il mese più tipico delle fantasticherie a tema “aiola che verrà”, fa freddo ma le giornate possono essere luminose e la primavera non è più così lontana.

Propongo uno scambio culturale: ho preparato un form nel quale, senza dovervi iscrivere né mettere i vostri dati, potete indicare le annuali che vi piacerebbe trovare questa primavera in vivaio o alle fiere. Perché spesso (sempre) mi capita “ma il ricino non lo fai più?”, “l’anno scorso avevi la commelina, e ora?”, “mi piacerebbe tanto ritrovare la cleome bianca, l’hai fatta?”, ed è sgradevole deludere. Soprattutto per ciò che riguarda le annuali, c’è una grande abbondanza e libertà di scelta, quindi, se ne avete voglia, compilate il form – naturalmente non posso garantire di riuscire a soddisfare tutte le richieste! E grazie.

pioppi e cipressi

Ho fatto un sogno bellissimo. Chi è stato al mio vivaio lo sa, dietro c’è un boschetto incolto; la prima parte è proprio a ridosso del mio campo, sul fondo ma di lato, un prunaio di alberi da frutto dimenticati – no, non frutti dimenticati, proprio un frutteto lasciato andare, abbandonato a sé stesso o ai pruni, come preferite. In fondo, invece, c’è un bosco, piccolo e inelegante, ma ugualmente scuro e intricato. I boschi veri, secondo me, non dovrebbero mai perdere quel senso di timore che suscitano e questo ci riesce benissimo; forse perché non è proprio a ridosso della strada, non ci sono odiose cartacce a riportarci alla questione umana. Siamo separati solo da una serie di canalizzazioni per me benedette, perché mi hanno permesso di abolire le recinzioni. Sta di fatto che ho sognato che nelle vicinanze – sapete come sono fatti i sogni, abbondano di strani riferimenti non del tutto leggibili a mente lucida, quindi non saprei dire esattamente dove -, vagamente dietro, comunque molto vicino, alla distanza di un balzo per oltrepassare un fossetto, c’era un bosco piantato di alberi già grandi. Al centro c’era un pioppo cipressino (Populus nigra var. italica), sono sicura, e tutt’attorno non saprei dire, comunque piante più basse; tutto era impegnato a dare maestosità al pioppo: gigantesco, antico e anche un po’ spelacchiato.
E’ bella questa qualità dei sogni, a volte, di dare unitarietà ai nostri pensieri. Mi capita spesso di ritornare con la memoria alla fiera di Villa Borghese a Roma, dove eravamo sotto una serie di mastodontici cipressi (Cupressus sempervirens) amici – il cipresso è una pianta che non mi stanco mai di guardare e so che sarà sempre così, ma non è una pianta della mia giovinezza lombarda -, mentre in tante altre parti del parco ci sono dei lecci (Quercus ilex), che io non amo molto, e vicino al chioschetto dei panini c’era un Cercis siliquastrum vecchio, a due tronchi, superbo. Ora mi arriva, dalla sospensione della coscienza, questo pioppo cipressino, quello sì un imprinting lombardo.
La fine della storia è sconosciuta ai più, soprattutto a me.

l’informazione agra

Leggo sul blog di Mimma Pallavicini una notizia che riguarda Terzigno, un comune in provincia di Napoli protagonista della cronaca in quanto sede di una delle discariche scandalo. In breve, in zona è stato raccolto un limone dalla forma un po’ strana, bitorzoluto, fasciato; prontamente fotografato e battezzato Limone Frankenstein.
Premesso che la questione del trattamento dei rifiuti è un argomento complesso, sul quale ho opinioni abbastanza irrilevanti che mi faccio di volta in volta leggendo e ascoltando le notizie che arrivano sui media, trovo inaccettabile che si utilizzi questa “non-notizia” per creare ulteriore confusione.
Come dice bene Mimma e anche, nei commenti, Lorenza (di iris e libellule) e, proprio ora che scrivo, Renato (di meristemi), le anomalie sono la prassi in natura – anche se detta così sembra un ossimoro. Esiste il cedro ‘Mano di Budda’, esistono variegature causate da virosi e mille altre stupefacenti piccole e grandi variazioni dei fiori, dei frutti e di tutte le parti delle piante. Chiunque abbia un minimo di, non dico dimestichezza, ma semplice vicinanza e desiderio di guardare il verde che gli sta attorno, lo può notare: basta un semplice quadrifoglio!

Che nel napoletano si stia consumando una delle cose più gravi della nostra epoca e che l’inquinamento profondo del territorio sia tragico non c’è dubbio, ma le cose che capitano in ambiti di cui non si sa nulla, non possono essere usate e manipolate a piacimento per sostenere questa o quella tesi.
E poi, siamo così sicuri che il limone bello, lustro, prototipo e fotogenico, sia sano e saporito? Ma qui si apre un altro discorso che prima o poi occorrerà fare.

Update: ulteriori approfondimenti qui.
Un ottimo articolo qui.

estate 2010

Silphium perfoliatum

Silphium perfoliatum

Nella foto, scattata a metà luglio di quest’anno, vedete in primissimo piano i fiori gialli di Silphium perfoliatum, dietro cui spiccano l’azzurro violaceo dell’Agastache rugosa ‘Liquorice Blue’ e le foglie glauche dell’Allium fistulosum.
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Boltonia decurrens

Boltonia decurrens

Il primo fiore della Boltonia decurrens, sullo sfondo la Verbena bonariensis.
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tizzoni di fuoco

La K. che ho fotografato stamani.

Kniphofia rooperi

Kniphofia rooperi

Si chiama anche K. ‘C. M. Prichard’ dei giardini e fiorisce molto tardi, in genere non prima della seconda metà di settembre. Mi piace perché regala una sfumatura d’arancio anche in zone climatiche in cui i colori autunnali non sono così eclatanti come al nord e le infiorescenze sono insolitamente tonde. Inoltre, arrivando tardi, prepara lentamente l’esplosione del fiore che rimane fresco e allegro a lungo.
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colori autunnali

L’anno scorso a quest’ora:

Cotinus coggygria 'Royal Purple', Eragrostis trichodes, Pennisetum macrorum, Aster lateriflorus 'Lady in Black', Salvia microphylla 'Royal Bumble', Sedum 'Autumn Joy', Carex tenuiculmis

vivaio, ottobre 2009

Nella foto si vedono:
a sinistra e a destra le foglie brune del Cotinus coggygria ‘Royal Purple’, i puntini nebulosi dell’Eragrostis trichodes, le spighe compatte erette e luminose del Pennisetum macrorum, le margherite a centro rosa dell’Aster lateriflorus ‘Lady in Black’, a sinistra in secondo piano i fiori rossi della Salvia microphylla ‘Royal Bumble’, le ombrelle piatte sfiorite ma belle del Sedum ‘Autumn Joy’ e il marrone metallico del Carex tenuiculmis.

(foto di Andrea Martiradonna)

piccoli giardini / 3 (fine)

  • 13. Il perimetro esterno dovrebbe essere progettato con la massima attenzione, come fosse una scultura, una pianta particolarmente significativa o qualche arredo di design. Nonostante sia limitato come spazio orizzontale, può avere una superficie verticale importante e contribuire in maniera fondamentale al disegno del giardino. Spesso è un elemento sottovalutato e risolto in modo sbrigativo, con una siepe uniforme, ma vale la pena considerarlo alla stregua di tutto lo spazio a nostra disposizione, per creare un equilibrio esterno/interno.
  • 14. Schermarsi dall’esterno non significa solo creare un recinto lungo il perimetro, ma cercare di progettare anche all’interno dei punti più raccolti, ad esempio con un piccolo albero che protegge la zona relax o rende più intimo il luogo dove si mangia.
  • 15. Se dalle finestre di casa vedo il giardino, le regole abituali di progettazione possono essere sovvertite per comporre degli scenari, simili a fotografie o ad allestimenti teatrali, da osservare dall’interno.
  • 16. Evitate le piante che tendono a svilupparsi molto in larghezza, inevitabilmente e in poco tempo si prenderanno più spazio del dovuto. Sono da privilegiare cespugli eretti piuttosto che allargati – il suolo, in un piccolo giardino, è un bene prezioso! -, siate molto attenti alle dimensioni ultime delle piante. Se state scegliendo un albero, cercatene un esemplare maturo da vedere in natura per farvi un’idea quanto più esatta possibile delle dimensioni finali: trovarsi nella condizione di potare ripetutamente una pianta può essere frustrante per noi oltre che per “lei”.
  • 17. I giardini scuri spesso sembrano più piccoli di quanto non siano in realtà. Le piante con variegature gialle o bianche danno un tocco di luce ad angoli altrimenti bui; l’edera variegata illumina il muro che la sostiene, sebbene possa risultare un po’ invasiva.
  • 18. I rampicanti occupano una porzione di suolo molto limitata e riescono a rendere bello un muro che non lo è. Allo stesso scopo, offrire una impalcatura a spalliera alle piante adatte (vite, agrumi, meli, peri, etc.), riveste una superficie di colore, chioma e profondità verde, con un disegno ordinato e insieme allegro.
  • 19. Le piante a fusto libero, con i rami impalcati verso l’alto, sono una buona scelta nei giardini di piccole dimensioni. La chioma protegge da sguardi indiscreti, mentre il tronco occupa poco spazio alla base; inoltre, se è previsto un impiantito, potrà essere posato vicino al tronco senza danni.
  • 20. Sia che siano piante o materiali, limitate il numero di colori ad uno schema semplice: l’ordine e la coerenza contribuiranno a dare una sensazione di spazio armonioso e rilassante.
  • 21. Riporre gli attrezzi è fondamentale anche nei piccoli giardini, il più delle volte però, un capanno risulta essere un pugno in un occhio. Le comodità di servizio vanno concepite e progettate con la massima attenzione o rischiano di compromettere del tutto la bellezza di un luogo.
  • 22. Siate audaci e provate soluzioni coraggiose. Le piante ben strutturate, di solida impalcatura, con fogliame grande, risultano sorprendentemente adatte ai piccoli spazi, spesso meglio di piante più anonime, con foglie piccole, fitte e disordinate.
  • 23. Troppi materiali diversi possono rendere caotico un piccolo spazio, ma troppo pochi lo rendono sciatto e privo di carattere. Di solito tre materiali – ad esempio pietra, legno e muratura dipinta – funzionano bene; un quarto – metallo – può essere usato per i dettagli e le rifiniture.
  • 24. I piccoli prati all’ombra, soggetti ad un continuo calpestio, magari frequentati da cani e bambini, sono da dimenticare. Meglio cercare soluzioni alternative, ad esempio la ghiaia naturale tonda a pezzatura fine.
  • 25. Non siate tentati dall’avvicinare troppo alla casa le zone pavimentate, di sosta, in cui sedersi a mangiare o a chiacchierare; se le allontanate verso il giardino, magari sotto ad un albero, creerete dei percorsi per raggiungerle e tutto lo spazio verrà sfruttato a pieno, aiutando l’integrazione fra casa e giardino – interno ed esterno.
  • 26. La chiave per una buona progettazione di piccoli giardini è la scelta accurata di cosa eliminare. L’armonia fra spazi pieni e spazi vuoti è l’ingrediente principale di un disegno equilibrato; resistete alla tentazione di riempire ogni angolo. Nei piccoli giardini più che altrove il meno diventa più – less is more.