Archive for the 'novità ' Category

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fiori bianchi: Morina e Pycnanthemum

La Morina longifolia, in realtà, ha fiori che cambiano colore, passano dal bianco puro a un rosa sempre più scuro, poi in un attimo spariscono sostituiti da altri freschi – pregio non da poco. Il fogliame è appena spinoso e molto profumato.
Il Pycnanthemum muticum ha brattee d’argento e fiori bianchi; tutta la pianta ha un forte aroma di menta.

Morina longifolia

Morina longifolia

Pycnanthemum muticum

Pycnanthemum muticum

erba volant e post wild world

Me li appunto qui così mi ricordo di comprarli:


sabato pomeriggio Renato Bruni era a VerdeMura, ma non sono riuscita a vedere la presentazione, mannaggia!


visto su Federal Twist, gente di cui mi fido.

Dierama pulcherrimum

semi di Dierama pulcherrimum

semi di Dierama pulcherrimum

Non sono belli i semi della Dierama?

aggiornamento catalogo 2016

Abbiamo rivisto, corretto e aggiornato tutte le pagine del catalogo. Se volete dare un’occhiata, le trovate qui:

aggiornamento piante annuali

Ho aggiornato la pagina delle annuali. In realtà ci saranno molte più cose, ma mi riservo di aggiungerle man mano che le semino – quest’anno ho esagerato con i semi e, a meno che per qualche strana congiunzione astrale non vengano aggiunti dei mesi alla primavera, sarà dura star dietro a tutto.

Spero qualcuno apprezzi il mio non pronunciare l’odiosa parola petaloso. Sono giorni difficili…

primavera 2016

Stiamo aggiornando la pagina delle mostre mercato, come potete vedere sono più o meno le solite, ma è molto probabile ne venga aggiunta qualcuna.

High Mowing Organic Seeds

Gennaio, insieme ad agosto per certi versi, è uno dei mesi in cui il pensiero dei semi è più intenso – agosto è soprattutto un mese di raccolta e di chiusura mentre gennaio è l’apertura verso la nuova stagione. Oggi Gardenista ha ripubblicato (ultimamente riciccia assai) un articolo su High Mowing Organic Seeds, un’azienda agricola che produce semi da orto e da giardino bio con sede a Wolcott, nel Vermont. Spediscono solo negli Usa e in Canada, ma tengono un blog davvero ben fatto e aggiornato su tecniche, stagionalità, varietà e novità in campo orticolo.

E comunque è inutile che se la tirino, i nostri pomodori cresciuti al sole vero sono sempre i più buoni!

The Plant #8

– Prima di tutto c’è un articolo ben fatto e illustrato sui giardini che i rifugiati siriani allestiscono nei centri di accoglienza in Giordania.

Un’intervista a Gilles Clément a proposito del giardino che ha creato a Melle, un piccolo paese a ovest della Francia, fra Nantes e Bordeaux: il Giardino d’Acqua e Ortica. Mi piace perché su The Plant le interviste sono lunghe e approfondite e spesso vertono sugli ultimi lavori o addirittura quello che verrà fatto nel prossimo futuro, non si limitano a ripercorrere la carriera di un paesaggista, ma lo incalzano sul presente.
Sul progetto e su G. Clément ho opinioni contrastanti e rimango irrisolta, però questo giardino lo vorrei vedere.

– Un articolo su un designer che non mi piace. Ma al momento ho grossi problemi ad accettare qualsiasi oggetto che abbia la pretesa di non deperire a breve – tutta roba che ci rimane tra i piedi per troppo, troppo tempo.

– Un approfondimento sul lavoro di Camilla Goddard, apicoltrice urbana a Londra.

– Un articolo davvero molto interessante sulla cura degli alberi nei giardini tradizionali del Giappone e la spiegazione dello stretto legame fra natura e cultura nel dispiegamento della bellezza di un giardino.

– Una visita a Chernobyl.

Georgia O’Keeffe.

– Un approfondimento sulla coltivazione del Ficus lyrata.

E molte altre cose, immagini, disegni – un po’ di materiale lo trovate qui.

The Plant Journal

Guardate un po’ cosa mi è arrivato:

"The Plant Journal"

THE PLANT #8

quando ormai avevo perso ogni speranza, ecco un bel pacchetto che mi aspetta alla buca delle lettere. Sono 160 pagine (le due di pubblicità sono solo in copertina, dentro è tutta ciccia) a un primo sguardo molto dense. Leggo e vi racconto presto.

PS: l’etichetta che vedete sotto al titolo della rivista è un mio discutibile intervento, non fa parte della grafica.

Approfitto di queste righe per augurare a tutti quelli che capitano qui un anno di novità e incontri fortunati!

responsabilità sociale

È stato lanciato oggi il sito di Prada che mostra la Corporate Social Responsability del gruppo illustrandola con atti concreti – perché le conferenze e i dibattiti non hanno mai mosso una foglia . Se andate alla pagina TERRITORIO potete dare un’occhiata alla nuova sede di Valvigna (Arezzo), progettata dall’architetto Guido Canali, ma soprattutto a come vengono presentate le architetture in un auspicato e ricercato equilibrio con la natura, i cosiddetti giardini involontari di Prada: e finalmente si vedono i nomi delle specie utilizzate! C’è qualche imprecisione qua e là, ma l’importante è che si cominci l’opera di alfabetizzazione verde.

serate verdi dell’A.Di.P.A.

Come sapete tutti, A.Di.P.A. è l’acronimo di “associazione per la diffusione di piante fra amatori” ed è nata all’Orto Botanico di Lucca nel 1987 – trovate una breve descrizione nel sito dall’Opera delle Mura e un elenco delle sedi distaccate con i recapiti utili per avere informazioni dirette, nel sito stesso dell’associazione. Dobbiamo all’A.Di.P.A. l’invenzione e la creazione di Murabilia, la mostra-mercato dedicata al giardinaggio di qualità che ogni settembre ha luogo sulle mura – qui una breve storia della nascita e della successiva evoluzione.

E questa è l’immagine del catalogo di Murabilia 2004, la prima a cui ho partecipato!

Questa sera alle ore 21 presso il complesso di San Micheletto, Ilaria del Prete parlerà delle proprietà terapeutiche e cosmetiche del Ginkgo biloba, mentre giovedì 26 novembre (stessa ora stesso posto) ci sarò io. Argomento? Ci sto lavorando in questi giorni, appena il materiale avrà preso una forma decente, ne scriverò qui.

Grazie all’A.Di.P.A. per l’invito e grazie a chiunque ci sarà!

Sanguisorba

Sanguisorba officinalis, 17 luglio 2015

Sanguisorba officinalis

a casa di Noel

Ho già manifestato stima nei confronti di Noel Kingsbury, che leggo sempre volentieri, soprattutto quando riesce a stanare Piet Oudolf. Ora ho scoperto (grazie a The Garden di aprile) che accanto alla sua casa nell’Herefordshire – con un grande giardino nel quale Noel coltiva, sperimenta e studia la coesistenza/competizione delle erbacee perenni sia spontanee che create per il giardino – gestisce un b&b: The Pavillion.
Mi raccomando, se andate a trovarlo portategli i miei saluti!

Buddleja globosa

Buddleja globosa

anche la Buddleja globosa ha caldo oggi!

È inutile, a me le buddleje piacciono: diventano grandi, a momenti in stagione anche sgraziate, però sono così generose e profumate. Amatissime non solo dalle farfalle, ma anche dalle api e (non dovrei dirlo) dalle formiche (don’t worry, quelle a vegetazione invernale, che hanno fiori dolci, cerosi e spandono profumo tipo bomboletta).
Questa in particolare diventa molto grande e ha una fioritura, pur bellissima (quasi arcaica, sia per colore che per forma), abbastanza limitata nel tempo, quindi inadatta ai piccoli giardini, ma da naturalizzare nei luoghi aperti, in libertà.

Penstemon blu

Penstemon ovatus

Penstemon ovatus


È il Penstemon più blu che ci sia – e il blu dei fiori è spesso un viola, ma questo fa sul serio. Molto resistente alle nostre estati calde, vuole un posto al sole e sopporta a fatica i ristagni invernali o primaverili (bene tra le pietre e in mezzo alla ghiaia).
Rispetto al P. grandiflorus è un po’ più tollerante dell’umidità invernale e dei terreni pesantemente argillosi.
Se volete andare sul sicuro, il più versatile rimane il P. digitalis, garantito anche nell’argilla e con il fogliame che d’autunno vira in rosso fuoco.

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sweet corn

Durante i “Tre giorni per il giardino” e “Orticola” saranno in vendita le piantine di mais dolce che ho seminato quest’anno. Si tratta di una selezione Demeter, la ‘Golden Bantam’ e di alcune varietà particolarmente dolci, o resistenti ad un clima più fresco o più caldo, oppure di taglia mini.

Gardenia #372

Con Gardenia di questo mese è possibile acquistare, con un sovrapprezzo di 5,90 euro, il primo volume di “L’Enciclopedia del Giardiniere”, quarta edizione dell’Encyclopedia of Gardening redatta da Christopher Brickell e altri prestigiosi – prestigio guadagnato sul campo – collaboratori.
Devo dire la verità, ero in dubbio se comprarlo: ho tanti libri di giardinaggio e mi piace usarli, non lasciarli a fare mostra di sé sugli scaffali. Mi chiedevo se davvero rappresentasse qualcosa in più delle enciclopedie che già utilizzo, alla fine ho pensato che potessero essere nominate le cultivar più recenti e l’ho preso. Bene, sono soddisfatta.
All’inizio c’è un sommario che illustra l’opera intera, ve lo riporto qui, così potete vedere come sono suddivisi gli argomenti e magari trovare proprio quel che cercate.

VOLUME 1
Parte prima: creare il giardino
– progettazione e disegno
– descrizione dettagliata (guida alla scelta in base alle esigenze, stagionalità, preparazione del terreno, cure colturali, potature e allevamento, propagazione) divisa in macrocategorie: alberi, arbusti, rampicanti, rose, perenni, annuali, biennali e bulbose.

VOLUME 2
– giardini rocciosi, di ghiaia e di pietrisco
– giardini acquatici
– giardinaggio in vaso
– cactus e succulente
– giardinaggio da interni
– il tappeto erboso
– piante aromatiche
– piante da frutto.

VOLUME 3
– coltivare gli ortaggi
Parte seconda: manutenzione del giardino
– gli attrezzi
– serre e cassoni vetrati
– strutture e superfici
– clima e giardini
– terreni e fertilizzanti
– principi di propagazione
– malattie delle piante
– cenni di botanica.

Mi piace infine riportare le parole di Elizabeth Banks, presidente della RHS fino al 2013:

Questa edizione riveduta e corretta comprende aggiornamenti su molti temi: da come richiamare in giardino gli insetti impollinatori a come realizzare tetti e pareti verdi. Nuove sezioni su come coltivare frutta e verdura in contenitori indicano i modi migliori per crescere gli ortaggi da mangiare a casa anche in spazi minimi. Vi sono poi informazioni sul clima e sulla rusticità delle piante e altre notizie utili. A me piace soprattutto il capitolo Malattie delle piante, aggiornato da esperti del giardino di Wisley, nel Surrey, che ora contiene una preziosa guida visiva per diagnosticare più facilmente qualsiasi malattia.

E.B. mette in rilievo in poche righe le tematiche che riguardano il giardinaggio contemporaneo, soprattutto la necessità (ma vorrei dire anche la gioia) di lavorare in sinergia con le forze naturali e il piacere di coltivare anche in piccoli spazi, più o meno urbani.

… e naturalmente non potete farvi sfuggire i consigli per la semina delle verbene a pag. 152 della rivista!

mostre mercato 2015

È stata aggiornata la pagina delle mostre mercato alle quali parteciperemo nel corso di quest’anno. Speriamo di essere in tanti e che vi piacciano le nostre piante!

E, mi raccomando, ricordate che nei fine settimana non occupati dalle fiere ci trovate in vivaio, lieti di incontrarvi. Qui i contatti e di là la strada.

THE PLANT 7

Come vi avevo anticipato, due parole sul nuovo numero di THE PLANT (purtroppo il sito non è stato aggiornato di recente e riporta ancora la vecchia copertina).

Sul web c’è un’intervista interessante a Cristina Merino, l’editor in chief, che spiega un po’ le ragioni della pubblicazione, sostanzialmente soddisfare la curiosità sulle piante che scaturisce in maniera naturale quando le guardiamo davvero. E non occorre avere un giardino, un rastrello, leggere un manuale di orticoltura, l’orto sinergico, il cappello di paglia, basta accorgersi di una pianta e iniziare a farsi delle domande. Così entriamo leggeri e curiosi in una specie di mistero che ha poco a che fare sia con la versione svenevole che con quella agiata del giardinaggio mainstream, ma molto più interessante e vivace, più creativa e in divenire. O forse, in una parola, è un approccio giovane alle piante, che non vuole dimostrare altro che una genuina apertura verso la natura, niente status symbol, niente sfoggio di nomi o abilità particolari. È come se la lezione fosse stata assorbita nel profondo: con le piante siamo noi a dover cedere qualcosa, a dover osservare e capire, a dover aspettare o cambiare piani e progetti; l’educazione dell’uomo alla natura è preziosa, è una sottomissione dolce a qualcosa che riconosciamo grande almeno quanto noi.

Ricordo di aver letto in Scritto di notte di Ettore Sottsass della rivista ideata da Allen Ginsberg e autoprodotta con E.S. e Fernanda Pivano e altri amici artisti, “Pianeta Fresco” (che titolo imbattibile!) – se fate una ricerca approfondita su internet ne trovate alcuni pezzi e numerose illustrazioni. È poco più di una fanzine, uscita in soli due numeri fra il 1967 e il ’68, molto datata e legata al mondo beatnik, ma che, almeno nello spirito e nella libertà di invenzione, anticipa le iniziative editoriali indipendenti di oggi.
È un po’ questa la ricerca che fanno a THE PLANT, il tentativo di alleggerire il linguaggio, di portare novità nelle immagini, di far affiorare le energie nuove che ci muovono, l’esigenza del “pianeta fresco”, meno corrotto e inquinato.

Faced with the need of being constantly updated and in the latest trend, people look for quieter, less artificial lifestyles, not only in the domestic and quotidian but also in the field of creativity. Given that they work with a special sensitivity and seek new meanings in their surrounding environments all the time, artists and creative people are promoters of this movement.

Cristina Merino lo dice qui.

Beth Chatto

Ma che vivaio figo che ha Beth Chatto.

È che questa primavera devo rifare la parte davanti del vivaio (la parte dietro è stata sistemata l’anno scorso) e ho un sacco di pensieri. Beth, aiutami tu!