Archive for the 'miscellanea' Category

comunicazione di servizio

È già da qualche tempo che il computer che uso abitualmente si comporta in maniera strana e sembra non riuscire a fare il suo dovere. Questa mattina, in particolare, pensavo ci avesse infine lasciato, poi (come vedete) ha misteriosamente ripreso a funzionare. Cercherò di risolvere le magagne tecniche quanto prima, abbiate pazienza se mi scrivete e non ricevete risposta. Il telefono funziona.

wild at heart

Ci sono questa canzone di Niccolò Fabi e questo articolo di Christian Raimo – se state vivendo un momento di tristezza, achtung!, magari non ascoltatela/leggetelo in sequenza ma fate passare qualche ora frivola tra una e l’altro – bellissimi.

E c’è questo libro

il cui sottotitolo DESIGNING PLANT COMMUNITIES FOR RESILIENT LANDSCAPES è rincuorante e apre nuovi modi di costruire un futuro umano appagante e inclusivo, incurante della rapacità di alcuni. Lo sto leggendo e mi sta insegnando tante cose che presto cercherò di fare vostre.

E poi c’è anche quest’altro libro

che voglio comprare al più presto.

Basteranno le giornate di pioggia?

PS: grazie a chi legge il sito e a chi compra le mie piantine! (L’imbarazzante verità è che vi voglio bene.)

comunicazione di servizio

Il gestore del sito mi ha segnalato alcuni tentativi di ingresso non consentito – “hacking attempt”, il terrore per un’impedita informatica come me. In questi giorni proverò a sistemare la faccenda e a rendere ilpostodellemargherite inespugnabile. Spero di non combinare troppi guai!

lo sapevo!

Per caso sono inciampata su questa fotografia (qui la trovate più grande) che ha confermato i miei sospetti: anche a Dan piacciono le margherite che lo superano in altezza!

furoshiki

Dal sito FUROSHIKI, un modo ganzo di portare i fiori:

Sul sito trovate anche molte tecniche per fare delle borse e dei portaoggetti con un semplice pezzo di stoffa quadrato. Pensateci quando venite alle mostre!

prosa d’autunno

So che con l’autunno scatta la commozione e dovrei forse proporre fotografie di struggimento: foglie che virano al rosso rugginoso, bacche che racchiudono segreti, castagne pungenti, funghi, atmosfere boschive e tutta la retorica sia in immagini che in rievocazioni poetiche. Però, appunto, molto spesso è mestiere e non riesce più a comunicare niente a parte una blanda condivisione, un sentimento generico.

La verità, per me, è che mi accorgo che è arrivato davvero l’autunno quando il mio olio di cocco diventa burro. Prendo la boccetta, svito e rovescio nelle mani ma non esce niente; è un attimo.
Posso aver visto mille foglie rosse, cento petali che cadono, ma la vera prova che è arrivato l’autunno è solo nella mia boccetta di olio di cocco.

Le regole del caos

Mi spiace dirlo perché apprezzo molto sia Kate Winslet che Alan Rickman, ma è davvero un brutto film. Io ne sono rimasta delusa sotto ogni punto di vista, sia come film in sé che nello svolgimento di un tema e nella trattazione di un argomento in parte conosciuto.

mangiare i fiori

Non so se vi è mai capitato di vedere i viaggi e le mangiate di Anthony Bourdain – tranquilli, non voglio virare il blog verso la cucina, non ho ricette in serbo – su LaEffe TV, a me ogni tanto capita e già solo vedere il suo faccione mi mette appetito (quanto l’ho invidiato quando era a Tangeri).

Nell’ultima puntata che ho visto era a Copenhagen dallo chef René Redzepi – di cui io ho saputo l’esistenza solo allora, sono completamente ignorante sull’argomento – che ho scoperto essere una specie di animale da pascolo, scopritore di erbe, alghe, licheni e cose vegetali curiose. Inutile dire che mi è piaciuto un sacco e che da allora guardo con occhi diversi qualsiasi piantina capiti a tiro (e me ne capitano parecchie!).

… e la trovarono stecchita, ma apparentemente soddisfatta.

ars topiaria

Snoop Dogg uno di noi!

il vero giardino planetario

State seguendo le avventure di Samantha Cristoforetti? È così bello vederci da lontano, sembriamo quasi carini!

fin da piccoli

Non è obbligatorio amare i fiori, fare l’orto, godere dello stare all’aperto. Però esiste un grado zero di conoscenza della natura che andrebbe frequentato, quantomeno rispolverato ogni tanto. Ho l’impressione che la civiltà complessiva di un popolo sia legata anche al piacere di osservare con serietà e interagire in modo semplice con l’intorno, fin da piccoli.
Avete visto che belle le iniziative della RHS per le scuole?

Aroma-Zone

Mi vengono spesso chieste notizie riguardo alle (eventuali) caratteristiche medicamentose, officinali o semplicemente culinarie delle piante che coltivo. Di solito metto le mani avanti, dichiaro la mia totale ignoranza in materia e chiarisco che la mia è una produzione ornamentale. È certo che facendo questo mestiere ormai da qualche anno e avendo un interesse vero per le piante, qualche nozione l’ho imparata e qualche utilizzo collaterale lo conosco; a volte, se l’argomento mi interessa, vado a cercare, mi informo e combino qualche intruglio di dubbia efficacia. Sì, sono ancora viva.
Se vi piace pasticciare con creme, essenze, estratti e tutto quel che serve per fabbricare a casa vostra cosmetici partendo dalle sostanze di base pure e biologiche, dovete conoscere Aroma-Zone. Leggo e riassumo dal loro catalogo: A-Z è un sito internet nato nel 2000 dalla passione della famiglia Vausselin (padre e madre ingegneri chimici, figlia ingegnere di produzione) per gli oli essenziali e le piante. Ma la cosa secondo me più interessante e per la quale davvero il sito è impagabile sono le fiche technique: per ogni prodotto c’è una scheda tecnica dettagliatissima, con il nome scientifico, la parte utilizzata, il paese d’origine e un sacco di altre informazioni utili.

Io sono stata nel negozio di Parigi e mi hanno dovuta trascinare via a forza, per dire.

Inglorious Fruits and Vegetables

soluzione indovinafiore

Da sinistra in alto: Phacelia tanacetifolia, Cosmos bipinnatus ‘Dazzler’, Penstemon grandiflorus, Penstemon digitalis, Dianthus plumarius ‘Roseus’, Nepeta ‘Six Hills Giant’, Tulbaghia violacea, Penstemon digitalis ‘Husker’s Red’, Dianthus deltoides ‘Confetti Deep Red’, Verbena bonariensis, Dianthus barbatus var. nigrescens ‘Sooty’, Gaura lindheimeri.

A proposito di nomi, se vi piace fare i cartellini con i nomi delle piante che avete in giardino, vi do un consiglio: se volete che ciò che avete scritto duri in eterno usate il LAPIS. Non esiste pennarello indelebile (o scritta stampata) che batta il LAPIS; sotto il sole, la pioggia, la terra, qualsiasi “indelebile” svanisce, è solo una questione di tempo, ma il LAPIS non tradisce mai. Io ogni tanto trovo, nei meandri del vivaio, qualche cartellino di più di dieci anni fa ancora perfettamente leggibile!

indovinello

?

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Sapete indovinare il nome di ciascun fiore qui sopra? Domani la soluzione.

in azienda

gatti in vivaio

collaboratori a tempo determinato

aggiornamento

Stiamo aggiornando le pagine fisse del sito. Per ciò che riguarda il catalogo, è un lavoro un po’ più lungo e delicato, ci vorrà qualche settimana.

barbaforte

… e non stiamo parlando del rosso dei Barbapapà! Siamo in ambito salse piccanti, cren e wasabi, due cose diverse che a volte vengono confuse. Fanno parte della stessa Famiglia, le Brassicaceae o Cruciferae, di entrambe si utilizza la radice dal sapore pungente che, strano a dirsi, si sente più nel retro del naso e in fondo alla lingua invece che in bocca. Però il cren (biancastro) si ricava dalla Armoracia rusticana e il wasabi (verde chiaro brillante) dalla Wasabia wasabi. Se le cercate su internet trovate tantissime informazioni, quindi non sto qui a tediarvi, aggiungo solo un paio di cose che mi sembra manchino.

Armoracia rusticana
Parti utilizzate: foglie e radici.
Uso in cucina: le giovani foglie fresche hanno un aroma gradevole e delicato e sono eccellenti in insalate, panini, soprattutto con lo sgombro affumicato. La radice fresca si grattugia sola o con aggiunta di mela per preparare un ottimo condimento per il pesce oppure si mescola ad aceto e panna per accompagnare roast beef, pollo freddo o uova sode. La salsa di cren può essere leggermente scaldata, ma la cottura distrugge gli oli volatili che danno il sapore pungente tanto caratteristico.
Coltivazione: […] Il cren è difficile da estirpare quando è ben stabilizzato perché i pezzetti di radice lasciati nel terreno si sviluppano dando origine a nuove piante. Si dice che protegga le patate dalla dorifora.
Raccolta: le foglie si raccolgono in primavera e si usano fresche. Le radici si estraggono in autunno e si usano fresche in cucina oppure a scopo medicinale per cataplasmi e sciroppi, o ancora macerate in aceto e miele. Le radici si conservano bene in sabbia umida.

Deni Bown, The Royal Horticultural Society (a cura di), L’enciclopedia delle erbe, Cairo Editore (per Gardenia), Milano, 2011
(traduzione di: Encyclopedia of Herbs, Dorling Kindersley Limited, London, 1995)
Un bel libro, soprattutto il secondo volume, con descrizioni precise e approfondite il giusto; nel primo volume ci sono le fotografie.

Così se me lo chiedono ancora, a cena, sarò prontissima a rispondere.

allenamento al nuovo

Oggi, primo giorno dell’anno, avrei una proposta: includere nelle preferenze (floreali) un colore nuovo. Per me è facile, mi piacciono tutti i colori, però sento spesso che no il rosso no, il giallo bleah, l’arancio non ce lo vedo, eccetera. Di solito colori vivaci, le tinte smortaccione piacciono a tutti. Insomma, non fatevi irrigidire dai pregiudizi sul colore e apritevi al nuovo. Io, che ho un serio problema con i fiori grandi e in massa compatta, cercherò di risolverlo. Dai, abbiamo un anno per rinfrescare lo sguardo!

There Is a Light That Never Goes Out

Manca poco a Natale e dappertutto si trovano consigli sui regali più indicati da fare alle persone che si occupano del proprio giardino. Guanti, grembiuli, cesoie, cappelli impermeabili, annaffiatoi, stivali di gomma, casette per gli uccelli sono gli oggetti proposti più spesso, ci sono di tutti i prezzi, più o meno impegnativi. Poi arrivano gli oggetti per la casa che hanno un rimando al giardino, magari un fiore disegnato, oppure richiamano semplicemente uno stile di vita rilassato e con tanto tempo libero da trascorrere a fare ciò che rasserena: bere un tè, assaporare un dolce, raccogliere frutti di bosco in un cestino. Va tutto bene, però secondo me si dimentica sempre il regalo più gradito, la cosa che in assoluto le persone con un giardino apprezzano più di tutte le forbici da poto e i rastrelli e le lampade con gli uccellini. È un regalo immateriale dal valore inestimabile: qualche ora di lavoro qualificato. Nel momento in cui arrivano le giornate calde di primavera, quando l’erba cresce a ritmo sostenuto, tornare a casa e trovare il prato ben tosato, con tutte le piccole rifiniture curate a forbici; oppure la potatura giusta per quell’albero che ricade sulla strada; un’energica passata di decespugliatore sul poggio scosceso; la siepe ridimensionata a mano libera, non con la lama elettrica che smezza le foglie e spezza i rametti; quell’enorme limone che iniziava a dare segni di sofferenza nel vaso, rinvasato di fresco e rincalzato di stallatico in una nuova conca. Devo continuare? Chi lavora davvero nel proprio giardino sa di cosa parlo; regalate qualche ora di libertà e bellezza senza fatica e ci farete felici.