Archive for the 'link' Category

aggiornamento sapori

È stata aggiornata la pagina “annuali, orto e altro”.
Come forse avete già visto, quest’anno ho seminato alcune erbe aromatiche annuali sia da foglia che da seme. In particolare mi incuriosisce la Nigella sativa perché mi hanno descritto dei deliziosi panini tempestati di suoi semi – da allora credo proprio di non poterne più fare a meno.

G.I. #182

Mi è capitata una cosa buffa questo mese con GARDENS ILLUSTRATED. L’ho sfogliato subito con curiosità, anche se ultimamente mi è sembrato peggiorato – ma i numeri invernali delle riviste sul giardino risentono sempre della stagione -, verso la fine ho trovato questa immagine (pag. 88):


(la riporto piccola perché non ho voglia di avere sotto gli occhi una lenzuolata che non mi piace appena apro il sito; se la volete vedere più in dettaglio, con un click agganciate immagini più chiare)

e ho pensato “che roba brutta!” e sono andata oltre, senza soffermarmi sulla didascalia. Qualche giorno dopo risfoglio, stessa scena “certo che anche in Inghilterra hanno i loro bei mostri”. C’è voluta una terza lettura perché facessi caso alla nota: planted at the campus of the Politecnico di Milano (!).
La mia speranza è che siano brutti solo i rendering e che la natura degli alberi si riprenda l’armonia di un intreccio meno artificioso. E dire che i rami condotti a cordone, a spalliera, a ventaglio, “addomesticati” in forme impostate a me piacciono molto!

latino e immediatezza

Leggo sull’inserto del Corriere La Lettura di domenica 15 gennaio un trafiletto di Giovanni Caprara:

Il latino non avvolgerà più con il suo fascino del passato le nuove piante scoperte. Da questo mese le descrizioni botaniche saranno in inglese. L’accettazione è ufficiale anche se l’aulica scrittura da tempo sfuggiva. Linneo certo non sarebbe felice ma termini di difficile traduzione e l’immediatezza di Internet lo impongono. Galileo, comunque, per l’astronomia, il latino lo aveva già abbandonato quattro secoli fa.

Cerco approfondimenti in rete e non ne trovo; poi, il lampo: Meristemi! E infatti

corsa alla terra – Report

Riguardo a Land grabbing, sul sito di Report trovate la puntata del 18 dicembre dove, appunto, si parla dell’accaparramento delle terre agricole; dal minuto 19 al 24 viene illustrato il caso della Lombardia. Sul sito c’è anche il PDF dell’inchiesta di Piero Riccardi, una lettura molto interessante che consiglio insieme al libro di Stefano Liberti – per quanti siano ancora in cerca di regali.
Auguri terrosi a tutti.

Lucca Comics

Arriva il momento dell’anno in cui tutti gli impegni si allentano e finalmente si possono fare le cose. Sono stata a vedere Lucca Comics e ho conosciuto Roberta Colombo dell’Associazione Culturale Hamelin di Bologna che collabora con l’invito alla selvatichezza di Paolo Tasini ed Emanuela Bussolati (attraversogiardini). Poi sono stata a Palazzo Ducale dove, come ogni anno, c’è una mostra gratuita in cui vengono presentati in maniera più approfondita alcuni autori o alcuni temi portanti della fiera. Vale sempre la pena di visitare queste mostre, organizzate con una cura e un impegno notevoli, divulgative ma per niente banali; trovo siano un regalo per la città e sarebbe forse possibile pensare a qualcosa di simile anche in occasione delle mostre mercato di piante che alla fine rimangono relegate ai giorni di fiera, mentre invece potrebbero offrire qualcosa/molto anche alle persone il cui interesse è vago e non finalizzato all’acquisto, ma che di fronte a un evento gratuito e gestito con intelligenza – una sorta di “prequel” - potrebbero dimostrare partecipazione. E la mostra a Palazzo Ducale è davvero notevole, tre artisti in particolare: Davide Reviati, Manuele Fior e Jiro Taniguchi, se non li conoscete (e io non sono certo un’esperta) consiglio approfondita ricerca. Ho anche trovato il libro che fa per me

il cui protagonista è un amabile flâneur, cara immagine di uomo normale, con una larga faccia quadrata, che bighellona nei dintorni di Tokyo e di volta in volta incontra e si confonde con gli animali, le cose, il tempo atmosferico e quello dell’orologio, il traffico, gli alberi, le persone. In questo rapporto fluido con la natura, pronti a cogliere ciò che ci somiglia ed è capace di sciogliere i nodi, troviamo svelato il mistero del piccolo e del grande nel concreto di una passeggiata.

Peccato che la mostra a Palazzo Ducale finisca oggi, insieme a Lucca Comics. Dal momento che lo sforzo organizzativo è stato fatto, non varrebbe la pena di prolungarla ancora un paio di settimane?

l’autunno meridionale

Lidia Zitara, la giornalista e scrittrice di Giardinaggio Irregolare, ha indetto un concorso fotografico molto interessante e azzeccato dal titolo:

“L’autunno nelle regioni mediterranee”.

Potete leggere le motivazioni, i termini e i numerosi premi del concorso sul suo sito; spero saremo in tanti a votare!

luglio 2011 – agosto 1860

Ben consapevole che questo post causerà un rinculo d’afa, mi azzardo a dire che luglio 2011 è stato fresco e piacevole. Per recuperare un po’ del caldo abituale, consiglio di ascoltare Rai radio 3 dalle 16 alle 16,30: c’è Pietro Biondi che legge l’arroventata Sicilia del Gattopardo. Qui potete ascoltare le puntate e qui trovate i podcast. In particolare, sul tema caldo, consiglio la 5° puntata, dal minuto 4 e 30.

“Gli alberi! ci sono gli alberi!”
Il grido partito dalla prima delle carrozze percorse a ritroso la fila delle altre quattro pressoché invisibili nella nuvola di polvere bianca, e ad ognuno degli sportelli volti sudati espressero una soddisfazione stanca.
Gli alberi, a dir vero, erano soltanto tre ed erano degli “eucaliptus” i più sbilenchi figli di Madre Natura; ma erano anche i primi che si avvistassero da quando alle sei del mattino, la famiglia Salina aveva lasciato Bisacquino. Adesso erano le undici e per quelle cinque ore non si erano viste che pigre groppe di colline avvampanti di giallo sotto il sole. Il trotto sui percorsi piani si era brevemente alternato alle lunghe lente arrancate delle salite, al passo prudente nelle discese; passo e trotto, del resto, egualmente stemperati dal continuo fluire delle sonagliere che ormai non si percepiva più se non come manifestazione sonora dell’ambiente arroventato. Si erano attraversati paesi dipinti in azzurro tenero, stralunati; su ponti di bizzarra magnificenza si erano valicate fiumare integralmente asciutte; si erano costeggiati disperati dirupi che saggine e ginestre non riuscivano a consolare. Mai un albero, mai una goccia d’acqua: sole e polverone. All’interno delle vetture, chiuse appunto per quel sole e quel polverone, la temperatura aveva certamente raggiunto i cinquanta gradi. Quegli alberi assetati che si sbracciavano sul cielo sbiancato annunziavano parecchie cose: che si era giunti a meno di due ore dal termine del viaggio; che si entrava nelle terre di casa Salina; che si poteva far colazione e forse anche lavarsi la faccia con l’acqua verminosa di un pozzo.

Come potete notare, l’attore legge una riduzione del romanzo, che in realtà è ben più generoso di descrizioni.

orto austero

Domenica mattina ero a Milano per Orticola e mi sono persa. Cerco sempre percorsi alternativi per provare strade nuove e “ho trovato una scorciatoia!” è la mia frase preferita. Di fatto, questa volta volevo verificare che una data cosa fosse dove ricordavo, però a un certo punto due strade che pensavo parallele si sono rivelate perpendicolari e le certezze hanno vacillato. Ma ho trovato un angolo interessante a cui Daniele Mongera ha dato un nome: Orto della Fede nel Giardino della Chiesa Protestante. Se non vi fate spaventare dalle maiuscole e dal misticismo, vi consiglio una visita, è in via Montebello all’incrocio con via Marco De Marchi.
Di solito le iniziative legate a eventi di breve durata sono abbastanza tristi, messe insieme alla bell’e meglio per coprire un buco di creatività, di spazio, di budget. Invece l’orto in questione non è affatto male. Sarà stata la domenica, il silenzio, l’ombra degli alberi e della facciata austera, ma non è la solita aiola raffazzonata; i cassoni che contengono la terra sono realizzati con cura, c’è un impianto d’irrigazione, tutto risulta credibile e “vero”. Sarebbe bello monitorarlo nel tempo.

grembiuli

Se sapessi tagliare, cucire e avessi un minimo di nozioni di sartoria base, mi metterei a produrre grembiuli da giardinaggio belli, resistenti e funzionali. Quelli che si trovano – ed è anche difficile trovarli, a dire il vero – spesso sono tagliati male (quindi scomodi), di stoffa scadente o inadatta (quindi di breve durata), troppo lunghi/corti, con tasche inutili in posti assurdi, leziosi di sbuffi e volant, fighetti e assurdamente costosi, il più delle volte con linee e materiali mutuati dai grembiuli da cucina.

Guardate che belli quelli di Urban Aprons.