Archive for the 'in giro per l’ Italia' Category

Vicopisano

Sabato 20 e domenica 21 maggio saremo a Vicopisano alla manifestazione Castello in Fiore.
L’ingresso è gratuito, il tempo è buono, il posto è bello, spero di incontrarvi!

mostre mercato 2017

È stata aggiornata la pagina delle mostre mercato. Ne verranno aggiunte alcune locali (dintorni di Lucca) piuttosto interessanti.

fiori dipinti agli Uffizi

Oggi, la giornata che ci porta dentro l’inverno ma che segna anche il crescere delle ore di luce, mi mancavano un po’ i colori dei fiori – perché, ok il fascino delle erbe secche, però il colore e la giovinezza umida delle corolle di stagione, sono una freschezza per tutti. E per Natale è un vero lusso vedere i grandi musei non troppo affollati.

Hugo van der Goes, Trittico Portinari (particolare), 1476-1478

Hugo van der Goes, Trittico Portinari (particolare), 1476-1478 – Firenze, Galleria degli Uffizi

Auguro a tutti un 2017 di fiori colorati, oro zecchino e lusso sfrenato!

appuntamento

Per ricordare a tutti che il prossimo fine settimana – sabato 11 e domenica 12 giugno – presso il vivaio “Le essenze di Lea” troverete noi e altre aziende di zona con tante belle piantine.

Vico Pisano 2016

Questo fine settimana, da sabato 14 alle ore 9,30 fino a domenica sera, saremo a Vico Pisano alla manifestazione Castello in Fiore. L’ingresso è gratuito, il Castello merita una visita e nel programma magari trovate qualcosa di vostro interesse. Tra l’altro mi hanno detto che in piazza fanno una focaccia buonissima…

primavera 2016

Stiamo aggiornando la pagina delle mostre mercato, come potete vedere sono più o meno le solite, ma è molto probabile ne venga aggiunta qualcuna.

responsabilità sociale

È stato lanciato oggi il sito di Prada che mostra la Corporate Social Responsability del gruppo illustrandola con atti concreti – perché le conferenze e i dibattiti non hanno mai mosso una foglia . Se andate alla pagina TERRITORIO potete dare un’occhiata alla nuova sede di Valvigna (Arezzo), progettata dall’architetto Guido Canali, ma soprattutto a come vengono presentate le architetture in un auspicato e ricercato equilibrio con la natura, i cosiddetti giardini involontari di Prada: e finalmente si vedono i nomi delle specie utilizzate! C’è qualche imprecisione qua e là, ma l’importante è che si cominci l’opera di alfabetizzazione verde.

sweet corn

Durante i “Tre giorni per il giardino” e “Orticola” saranno in vendita le piantine di mais dolce che ho seminato quest’anno. Si tratta di una selezione Demeter, la ‘Golden Bantam’ e di alcune varietà particolarmente dolci, o resistenti ad un clima più fresco o più caldo, oppure di taglia mini.

mostre mercato 2015

È stata aggiornata la pagina delle mostre mercato alle quali parteciperemo nel corso di quest’anno. Speriamo di essere in tanti e che vi piacciano le nostre piante!

E, mi raccomando, ricordate che nei fine settimana non occupati dalle fiere ci trovate in vivaio, lieti di incontrarvi. Qui i contatti e di là la strada.

bando per giovani agricoltori

Ho ricevuto un comunicato stampa riguardo all’assegnazione di terreni al momento non coltivati nella zona delle Langhe Monregalesi (Cuneo).
Riporto qui il testo dell’email:

Bando TERRE ORIGINALI, idee imprenditoriali per terreni incolti cercasi

Scade il 15 febbraio 2015 la possibilità di partecipare al bando del progetto TERRE ORIGINALI per idee imprenditoriali legate al recupero e alla messa in coltura dei terreni delle Langhe Monregalesi. In palio concessione dei terreni per 3 anni senza canone e un’assistenza a 360°.
È un’iniziativa sperimentale pensata per rispondere ai problemi emergenti dei terreni incolti, della disoccupazione giovanile e del ricambio generazionale nella gestione agricola.
Il progetto – attivato dal Mercato Contadini delle Langhe, Cantina Clavesana, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Comizio Agrario di Mondovì e Make a Cube3 e immaginato come modello riproducibile successivamente su altri territori – sarà finalizzato a raccogliere idee imprenditoriali legate al recupero e alla messa in coltura dei terreni delle Langhe Monregalesi tra Ceva, Mondovì, Dogliani, Clavesana, Carrù e Cherasco (tutti comuni in provincia di Cuneo, Piemonte) e alla trasformazione delle materie prime locali in prodotti lavorati. Tra i dieci finalisti che verranno selezionati ne verrà scelto uno al quale saranno offerti una concessione dei terreni per tre anni senza canone e un’assistenza a 360° rispetto alla costruzione del progetto imprenditoriale futuro.

I partner dell’iniziativa sono:
– Mercato Contadini delle Langhe*: un’associazione di micro produttori agricoli nata nel 2009 che porta avanti valori antichi di solidarietà e reciprocità, operando in modo innovativo.
Clavesana Siamo Dolcetto: non solo una Cantina (la più grande delle Langhe Monregalesi), bensì una vera istituzione, punto di riferimento della comunità locale che oggi raccoglie oltre 350 conferitori, tutte micro aziende ognuna con una propria storia.
Università di Scienze Gastronomiche: un’università giovane e nuova, fondata e ispirata dai valori di Slow Food, una realtà che coniuga nel quotidiano saperi tradizionali e saperi accademici.
Comizio Agrario di Mondovì: fondato nel 1867 è rimasto l’ultimo in Italia, il luogo ideale dove innestare un progetto di rinascita e riscatto rurale.
Make a Cube3: avvia e accompagna start up, piccole imprese profit e no profit e grandi aziende nello sviluppo di iniziative in grado di generare un impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

* ho provato ad andare sul loro sito (www.mercatodeicontadinidellelanghe.it), ma al momento non mi è stato possibile.

Per informazioni e dettagli potete andare su questa pagina.

Nota: il limite di età di 40 anni è un criterio preferenziale, non vincolante, quindi se si ha un progetto valido e il desiderio di partecipare sul serio, è possibile farlo.
A me sembra una bella iniziativa, esportabile in tutta Italia. Soprattutto mi piace la proposta di fare qualcosa insieme alle realtà locali che già conoscono il territorio (e un territorio di pregio!) e, in qualche misura, chiamano a sé nuove energie giovani.

azienda agricola Floriddia

Andai a vedere l’azienda agricola biologica Floriddia nel mese di giugno dell’anno scorso e le colline dal profilo morbido e accogliente seminate a cereali mi sembrarono un vero spettacolo, lontano dal racconto a volte troppo vernacolare che si fa della Toscana: era una vista che portava verso un futuro bello e pulito, alla luce forte del sole.
Come potete leggere dal loro sito, curano direttamente l’intera filiera; coltivano vari tipi di grano, avena, farro, miglio, ne ricavano farine, coltivano anche legumi (ceci, lenticchie), producono pasta di diversi cereali e due volte alla settimana sfornano un pane sopraffino – casualmente mi trovavo lì al momento in cui uscivano le pagnotte fragranti, mezzo chilo di piacere.
Andai una seconda volta a dicembre ed ebbi l’opportunità di visitare il mulino e il forno. Spesso parlando di attività antiche, soprattutto legate alla terra, si tende a confondere il pittoresco con l’autentico – forse tutti abbiamo l’immaginario guastato da anni di pubblicità che mostrano contadini che accarezzano le spighe e falciano a mano (e da soli!) ettari di campo. Bene, per fortuna non è così e spero che al più presto anche i pubblicitari se ne accorgano. Nel mondo contemporaneo occidentale occuparsi di agricoltura è lavorare con i mezzi di oggi, è conoscere le macchine e saperle utilizzare al meglio, conoscere la materia prima (la natura) e rispettarla davvero nel profondo, senza mistificazioni. E la vera agricoltura biologica è buona e da seguire non solo e non tanto per il bene che fa al singolo, il piacere di mangiare un pane prodotto con farine di prima qualità, ma per la salute di tutti: usare con parsimonia e non inquinare le acque, non intossicare gli animali (noi compresi), non alterare troppo gli equilibri naturali – anche se, nel nostro mondo, chi può dire con certezza cosa è “naturale” e cosa è indotto dall’uomo, è la nostra stessa presenza che altera e crea nuovi equilibri, paradossalmente per tornare all’eden primigenio dovremmo estinguerci.
Quindi, se ci andate, vedrete un forno a legna di ultima generazione, senza eccessi di farina sul fondo, un mulino con la macina di pietra all’interno di una struttura metallica che la protegge, tutte le strutture moderne, pulite, aspirate dalle ceneri dell’essiccazione. Però assaggerete anche uno squisito pane lievitato con pasta madre, potrete comprare diversi prodotti, sia chicchi che farine che lavorati, il tutto in un ambiente contemporaneo e piacevole, che ringrazia l’antico nella maniera più bella e autentica, semplicemente praticando il vero.

Masino, autunno 2014

È arrivato un comunicato che riguarda gli orari della mostra-mercato di Masino per quest’autunno; ne do notizia qui, così che le persone interessate prendano nota:

venerdì 17 ottobre
ore 11.30 apertura per gli invitati e i soci FAI e Accademia Piemontese del Giardino
ore 14.30 apertura al pubblico
ore 18.30 chiusura

sabato 18 e domenica 19
ore 9.30 apertura
ore 18.30 chiusura

La fiera si chiama “Due giorni per l’autunno”, ma dall’anno scorso si svolge in tre giorni.

giugno fiorito

7-8 giugno 2014, a giugno nei vivai della lucchesia, le essenze di lea

Il prossimo fine settimana saremo al vivaio “Le essenze di Lea” per festeggiare i fiori di giugno. Quindi oggi e domani divertitevi pure al mare, ma sabato 7 e domenica 8 siate dei nostri!

aggiornamento fiere

È stata aggiornata la pagina delle mostre mercato.

nei dintorni di Firenze

Ringrazio le persone che hanno partecipato al corso di MondoRose e metto qui i nomi delle piantine che ho distribuito:

Cosmos bipinnatus ‘Purity Superior’
Eschscholzia californica
Phacelia tanacetifolia
Zinnia elegans ‘Envy’
Nigella hispanica

Avevo portato anche delle bustine di semi: oltre al Cosmos bianco, c’era un Cosmos rosso (‘Dazzler’), una margherita perenne Leucanthemum x superbum ‘Etoile d’Anvers’ e la Salvia farinacea ‘Victoria’.
Auguro a tutti un gran successo con le semine!

Per ciò che riguarda gli eventi in zona Firenze, che penso possano interessare alle persone del corso, mi sono dimenticata di nominare la fiera che si terrà a Villa Caruso Bellosguardo sabato 12 (ore 12/19) e domenica 13 (ore 10/19) aprile. Non so esattamente quali vivai parteciperanno – di sicuro MondoRose e Belfiore – però il giardino merita una visita (la struttura stessa del giardino, la statuaria, l’uso della pietra, forse anche il decadimento di alcune parti, creano un’atmosfera di antico splendore che coinvolge e forse fa riflettere) e l’ingresso è di soli tre euro.

Botanica - Villa Caruso Bellosguardo - Firenze

Venezia

Ho fatto alcune foto

Oudolf Vergini 1

Oudolf e Siza

al Giardino delle Vergini

Oudolf Vergini 2

Oudolf - Giardino delle Vergini

che Piet Oudolf progettò nel 2010 per la Biennale di Architettura.
È stata una sorpresa vederlo curato e ben tenuto a tre anni dall’impianto; veniamo da un inverno e una primavera particolarmente piovosi e forse questo ha aiutato, ma l’irrigazione funziona bene, come pure il diserbo manuale, il taglio del prato tutt’intorno e la pulizia dei bordi. Si diceva, la primavera è stata fresca e protratta nel tempo, e di sicuro ha il merito di aver prolungato e diluito le fioriture; in effetti c’era pochissimo fiorito (metà giugno): qualche Geranium, la Kalimeris, qualche Echinacea, una Achillea, almeno un paio di varietà di Echinops. Gli Eupatorium sono pronti, le graminacee belle pimpanti.

Oudolf Vergini 4

Oudolf a Venezia

Dal punto di vista dell’impianto niente da dire, è tutto ben equilibrato. Il giardino è più grande di quanto pensassi e le masse sono solide e proporzionate, le graminacee danno leggerezza e le fioriture sono piccole e aggraziate. È tutto molto giusto, anche un filo monotono, ma credo che in origine ci fossero più piante verticali (i temibilissimi anemoni del Giappone sono pronti a mangiarsi tutto lo spazio, nella competizione vincono sempre loro), manca infatti un po’ di slancio in alto, qualche punto esclamativo, qualche Verbascum, qualche Inula, qualcosa che squaderni la compattezza delle masse.
C’è da dire che il contesto è meraviglioso, la consistenza liquida e rosa di Venezia

Oudolf 5

Arsenale - Venezia

che alle Corderie diventa tangibile nei passaggi tra luce forte e ombra forte e poi ombra più leggera degli alberi – appena usciti dal padiglione Italia (opere molto belle, lo consiglio), buio, si va in un giardino di ciliegi a chioma aperta, frondosi, sanissimi ed enormi e poi ci si incammina per le Vergini, che arriva dopo una piccola strozzatura. Le alberature sono preesistenti e importanti, come pure le architetture antiche, chiare, di mattoni a vista, con finestroni aperti sul cielo.

Oudolf Vergini 6

Piet Oudolf + Alvaro Siza

C’è il padiglione che nel 2012 progettò Alvaro Siza (lo vedete anche nella prima foto in alto) e che spero non venga mai rimosso – di solito le installazioni sono temporanee, è abbastanza curioso (e fortunato!) che questa sia rimasta – perché dialoga alla perfezione con il giardino di Oudolf, tanto da chiedermi se fosse altrettanto riuscito prima dell’inserimento dei grossi muri scialbati opachi e poi tinti di bordeaux scuro che racchiudono un vecchio platano enorme e chiarissimo, come la piccola ghiaia tutta intorno.

No, decisamente non saprei dire se il giardino di Oudolf mi convince del tutto. La sensazione è che sia Oudolf che fa Oudolf, e nella scelta di mettere in scena le sue piante preferite, dimentichi (volutamente?) che il teatro è piuttosto ingombrante e insidioso, che a duecento metri c’è il mare. Non c’è niente di neutro nel paesaggio architettonico e lagunare di Venezia, c’è sempre un po’ di Mediterraneo e un po’ di oriente, un po’ di contemplazione bizantina che forse vibra corde difficili da trovare. Le parti più riuscite sono le strisce di graminacee che restituiscono un diaframma che ci avvicina alla luce e al riverbero del nostro sole e mare.

Oudolf Vergini 3

graminacee al Giardino delle Vergini

fiere d’autunno

Una novità che riguarda l’edizione autunnale: è prevista l’apertura dal venerdì pomeriggio alle ore 14,30. Devo dire la verità, questa comunicazione mi ha lasciata un po’ perplessa; anche ora sono qui con un’espressione tipo punto interrogativo.

in giro

Come si può disegnare liberamente quando si sta fuori – talvolta anche dentro.

after Murabilia 2012

È solo il martedì dopo Murabilia e mi vengono un sacco di pensieri. Niente sulla fiera in sé, che è stata la solita, per me. Non ho grandi appunti, tranne piccole pulci che non ho neanche voglia di tirare fuori: sono le solite cose di logistica spicciola, le carrette, i cartelli, i percorsi – mi annoio anche solo a pensarci. Solo una cosa: perché le conferenze tutte in orario mercato?
[Spiegone per i poco pratici = se le conferenze sono in orario fiera, è difficile che chi è fisso al proprio stand si possa muovere e parteciparvi; allo stesso modo il pubblico è poco propenso a interrompere il giro di acquisti e meraviglia botanica.]
Ne riporto una parte:

Venerdì 7 settembre
ore 18.00 – Aloe. Dall’Africa a Boccanegra, Ursula Drioli Salghetti

Sabato 8 settembre
ore 11.30 – Adipa 25 anni e non li dimostra, Pasquale Naccarati, Angelo Lippi
ore 15.00 – Giardinaggio Italia/Gran Bretagna: due realtà a confronto, Christopher Brickell, Roy Lancaster, Jim Jermyn, Alison Jermyn, Carlo Pagani, Maurizio Usai. Coordina Guido Piacenza
ore 17.45 – Diario di un cacciatore di piante dei nostri tempi: viaggio in Korea, Bleddyn Wynn-Jones (Crûg Farm Plants)

Domenica 9 settembre
ore 11.00 – Trekking botanico in Nepal, Michel Lumen (Lumen Plantes Vivaces)

ce ne sono almeno un paio a cui avrei partecipato volentieri – nella fattispecie quella di sabato alle tre del pomeriggio, per non essere vaga. E naturalmente non sono l’unica, di sicuro condivido l’interesse con alcuni colleghi e parte del pubblico. Perché non si sposta almeno un evento al di fuori dell’orario della mostra, magari quello che si pensa possa coinvolgere più persone, magari quello che può suscitare un dibattito vero?

Perché alla fine mi sembra di notare che la produzione e il mercato di piante insolite (“speciali”, come dicono a Masino, con un’espressione felice) in Italia sia sempre più risicato, che si facciano sempre i soliti discorsi fino allo sfinimento, che le facce siano sempre quelle, al limite un po’ invecchiate (io per prima), che la passione vada bene come spunto iniziale ma non possa essere un surrogato della capacità (parlo dell’ambito lavorativo). Avevo scritto una cosa a questo proposito in una email che per l’occasione riesumerò dalla memoria del computer:

ho l’impressione che un vivaismo sano e maturo si nutra prima di tutto di professionalità e grandi numeri. È un vivaismo diffuso, capillare, di qualità, attento, professionale, che accontenta tutti non perché si piega alla maggioranza, ma perché ha così tante sfaccettature che ogni esigenza è corrisposta nel concreto. E ogni cosa è necessaria perché tutto l’insieme funzioni, servono e lavorano sia le grandi aziende generaliste che le piccolissime di nicchia, ma senza un’assurda gerarchia di buoni e cattivi, conta la qualità, e la qualità dovrebbe essere ovunque, nel piccolo come nel grande. Penso ad esempio al mercato musicale dove esistono e coesistono il mainstream e il mercato indie, oppure il cinema da multisala e d’essai; e le categorie non sono così separate: chi non ha avuto esperienza di orribili e pretenziosi film di nicchia e invece ottime commedie da botteghino? I livelli, in qualche modo, comunicano e si vitalizzano l’un l’altro. Perché nel grande sta il piccolo, per legge di natura. Un manipolo di adepti alimenta un rivolo troppo scarso che rischia di scomparire dietro ogni curva.

(Santocielo, come sono pomposa quando scrivo le email! portate pazienza.)
E questo stato di cose, l’esiguità di domanda e offerta, immiserisce anche le persone, sono convinta, le spinge ad attaccarsi ancora di più al loro piccolo orto, piccolo vivaio, piccola esperienza, perdendo di vitalità e acquisendo cinismo con il passare del tempo.

Non so, a volte ho l’impressione che le mostre mercato di giardinaggio siano come le riserve in cui vive il panda gigante “nascosto tra il fitto fogliame della foresta, l’animale vive un’esistenza solitaria, incontrando i suoi simili solo occasionalmente” (dal sito del WWF)…

a proposito di fiere

Finalmente ho aggiornato la pagina delle mostre mercato. La novità è che parteciperemo ad Harborea a Livorno, la festa dei giardini d’oltremare – una nota esotica molto persuasiva, direi. Il secondo cambiamento riguarda Murabilia e lo vedete bene dalla cartina:

i baluardi coinvolti saranno soltanto due (San Regolo e La Libertà), con la passeggiata di mura che li divide (o unisce, questo dipende dal bicchiere mezzo pieno/vuoto), il Giardino Botanico e la sortita Cairoli. Si tratta in parte di un ritorno al passato – e alla ragionevolezza: l’anno scorso siamo tutti impazziti per colpa dei quattro baluardi – e in parte di legare ciò che succede sulle mura al contesto della città – non è banale l’annessione della sortita che si trova a livello strada e facilita gli scambi sopra/sotto.
Vedremo, comunque a me già da ora sembra una cosa ganza.