Archive for the 'fioriture' Category

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Selinum wallichianum

Selinum wallichianum

Selinum wallichianum

fiori bianchi: Morina e Pycnanthemum

La Morina longifolia, in realtà, ha fiori che cambiano colore, passano dal bianco puro a un rosa sempre più scuro, poi in un attimo spariscono sostituiti da altri freschi – pregio non da poco. Il fogliame è appena spinoso e molto profumato.
Il Pycnanthemum muticum ha brattee d’argento e fiori bianchi; tutta la pianta ha un forte aroma di menta.

Morina longifolia

Morina longifolia

Pycnanthemum muticum

Pycnanthemum muticum

Epilobium angustifolium

Epilobium angustifolium (Chamaenerion a.)

Epilobium angustifolium (Chamaenerion a.)

Sanguisorba menziesii

Ci sono tante piante fiorite al momento in vivaio e ieri mi sono decisa a fare qualche foto. Ultimamente ho scelto uno sfondo che mi pare funzioni, sono le assi della capanna che c’è alla fine del campo. Cinquant’anni fa era uno stallino e ci viveva un maiale – un maiale fortunato, va detto, aveva una stanza ampia, pulita, all’ombra e nel suo trogolo finivano gli avanzi di famiglia; per lui solo acqua fresca. Certo non moriva di vecchiaia, ma nemmeno di noia e stenti.
Tutto questo per dire che se lasciate delle assi a invecchiare all’aperto, sollevate da terra e messe per costa, il legno scolora in un grigio che sembra minerale d’argento. In più, se ci mettete davanti delle piante lungagnone tipo Valeriana e un po’ a caramella tipo Sanguisorba, è una bella apparizione.

Sanguisorba menziesii e Valeriana officinalis

Sanguisorba menziesii e Valeriana officinalis

Vico Pisano 2016

Questo fine settimana, da sabato 14 alle ore 9,30 fino a domenica sera, saremo a Vico Pisano alla manifestazione Castello in Fiore. L’ingresso è gratuito, il Castello merita una visita e nel programma magari trovate qualcosa di vostro interesse. Tra l’altro mi hanno detto che in piazza fanno una focaccia buonissima…

ripicchettare le piantine

Continuiamo il lavoro iniziato con la semina.

Ora le piantine dovrebbero essere nate, soprattutto le annuali che – in genere – hanno una capacità di germinare elevata e veloce. Vi sconsiglio di seminare troppo presto, so che è difficile resistere e a febbraio vorremmo tutti avere qualcosa di verde sotto gli occhi e per le mani, ma tenere i semenzali pieni in giro spesso significa avere piantine stentate soggette a ogni malanno e incidente. Secondo me la semina è un pensiero positivo che ci accompagna nel tempo, ma nella pratica deve essere un atto risoluto, immediato e svelto.

Allium senescens plug, ripicchettare Cleome spinosa 'Violet' plug, ripicchettare in vivaio

Qui sopra vedete come hanno radicato alcune piantine. Indicativamente le annuali più conosciute nascono in una settimana/dieci giorni e in maniera piuttosto regolare, insieme e alla stessa altezza. Anche alcune perenni sono dei bravi soldatini: i Leucanthemum, i lupini, la gaura, la veronica – le prime che mi vengono in mente -, ma molte hanno bisogno di più tempo e crescono alla spicciolata. Siate pazienti e non gettate la spugna – vale a dire non buttate le placche seminate troppo presto, talvolta le sorprese sono positive.
Una cosa che non mi stanco mai di ripetere: appena le piantine sono cresciute e iniziano a vedersi le prime foglie vere, RIPICCHETTATE! non state lì a rimirarle, fare foto e complimentarvi con voi stessi, RIPICCHETTATE! Quando meno ve l’aspettate arriva un lumacone, un fungo, un marciume del colletto e voi rimanete lì storditi a guardare la triste immagine del vostro fallimento. Vita vissuta.

ripicchettare le plug ripicchettare le piantine seminate

Insomma, riempite di terriccio buono dei vasetti, estraete con una leggera pressione la piantina dalla sua sede (potete anche infilare un lapis nel buchino di sgrondo dell’acqua e sollevarla) e mettetela nel nuovo vasetto. Anche se vi sembra piccola, minuscola: alcune piante non amano stare in serra negli alveoli, dove le temperature diventano elevate, circola poca aria e ogni tanto arriva una lucertola a schiacciarle.

Bagnate bene e lasciate i vasi fuori a mezz’ombra per una decina di giorni, due settimane. Date acqua ma non affogatele (le radici non hanno ancora riempito tutto il vaso). Godetevi la crescita – ora sì che potete fare foto e aspettare i like su Facebook.
Dopo che si sono abituate a stare all’aperto e sono un po’ cresciute potete metterle al sole (se sono piante che amano il sole, naturalmente).

accostamenti

Aquilegia caerulea 'Koralle', Rheum palmatum, Selinum wallichianum

Aquilegia caerulea 'Koralle', Rheum palmatum, Selinum wallichianum

Questa sera in vivaio: nelle foto si vedono i fiori della Aquilegia caerulea ‘Koralle’, le grandi foglie verdi sopra e bordeaux sotto del Rheum palmatum e le foglie a trina del Selinum wallichianum.

Armeria e Cytisus

Armeria pseudarmeria 'Joystick Red' e Cytisus scoparius 'Maria Burkwood'

Armeria pseudarmeria ‘Joystick Red’ e Cytisus scoparius ‘Maria Burkwood’

Akebia pasquale

Buona Pasqua!

Buona Pasqua!

seminare in primavera

Eccoci, è arrivato il momento di seminare. Qui vi propongo un metodo base, elementare e semplice per iniziare con le semine. Volutamente evito ogni complicazione e tecnicismo che può allarmare il neofita; questa semina facile non va bene per tutto, alcune piante sono noiose da moltiplicare, è vero, alcune volte la germinazione va indotta, eccetera, ma qui si respira un’aria di leggerezza, quindi rilassatevi e proseguite.

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Potete usare i contenitori da sei uova, fate un buchino in fondo per far andar via l’acqua, easy. Consiglio: se fate l’orto e comprate le piantine già pronte, tenete i contenitori e riutilizzateli.

le placche da semina

le placche da semina

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Riempite di terriccio lasciando 2/3 mm di bordo libero in cima.

la giusta quantità di terriccio

la giusta quantità di terriccio

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Piegate la bustina con l’unghia creando uno scivolo dritto per far rotolare i semi. Quanti semi mettere? Io vi consiglio di essere generosi (in ogni occasione), ai semi piace stare in compagnia.

spargere i semi dalla bustina

spargere i semi dalla bustina

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Mettete uno strato sottile di terriccio a coprire i semi; più sono piccoli, meno terriccio va messo. Scrivete il nome della pianta che aspettate – fatelo davvero, all’inizio sembra che ci ricorderemo tutto per sempre, passata una settimana arrivano i dubbi.

coprire di terriccio e scrivere il nome

coprire di terriccio e scrivere il nome

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Posate la placca su una cassetta ribaltata in modo che il fondo sgrondi bene l’acqua di annaffiatura. Astuzia fondamentale: mettete uno strato di sale grosso intorno alla cassetta – ai lumaconi piacciono tantissimo le giovani piantine e vi assicuro che in una notte sono in grado di fare grosse scorpacciate, se non volete piangere la mattina dopo, salate bene tutto attorno. Il sale semplicemente le tiene lontane e non è tossico per gli altri animali.
Se il vostro problema sono i topini di campagna (ghiotti di semi di graminacee, provare per credere), mettete le cassette su tavoli con le gambe lisce, di solito non riescono ad arrampicarsi.

alzare da terra e vaporizzare

alzare da terra e vaporizzare


Bagnate con un flusso leggero, potete usare un vaporizzatore o un irrigatore a rosa fine, l’importante è che il flusso dell’acqua non sposti troppo il terriccio di superficie e non faccia buchi. Però state attenti a impolpare bene il terriccio, che tutto il contenitore si riempia, piano piano.
A questo punto spostate la cassetta in un posto riparato, l’ideale sarebbe una serra fredda, ma va bene anche una veranda, una terrazza semi-coperta o semplicemente un angolo dove non passino cani e gatti e figlioli piccoli.

Ora potete andare a farvi le unghie in santa pace. Quando saranno nate le piantine riprenderemo il discorso.

giovani virgulti, futuri giganti

Rheum palmatum

Rheum palmatum

semina for dummies

Cleome e Cosmos

bustine di semi: Cleome e Cosmos

Ho fatto qualche foto alle diverse fasi della semina. Adesso devo scappare, ma le inserirò al più presto, se vi interessa tornate.

E poi non dite che non penso ai miei cari lettori (anche se li chiamo dummies cioè imbranati).

aggiornamento catalogo 2016

Abbiamo rivisto, corretto e aggiornato tutte le pagine del catalogo. Se volete dare un’occhiata, le trovate qui:

aggiornamento piante annuali

Ho aggiornato la pagina delle annuali. In realtà ci saranno molte più cose, ma mi riservo di aggiungerle man mano che le semino – quest’anno ho esagerato con i semi e, a meno che per qualche strana congiunzione astrale non vengano aggiunti dei mesi alla primavera, sarà dura star dietro a tutto.

Spero qualcuno apprezzi il mio non pronunciare l’odiosa parola petaloso. Sono giorni difficili…

lo sapevo!

Per caso sono inciampata su questa fotografia (qui la trovate più grande) che ha confermato i miei sospetti: anche a Dan piacciono le margherite che lo superano in altezza!

serata verde

Per ciò che riguarda la serata verde dell’A.Di.P.A. di giovedì 26 novembre alle 21, vorrei partire dalla ricerca della RHS “Plants for Bugs” che ho letto sul numero di settembre di The Garden e ho poi approfondito online; sarà solo lo spunto (e come tale sarà breve) per introdurre alcune piante che coltivo o ho coltivato negli anni, alcune autoctone altre ornamentali, e che meglio di altre (a mio parere) si inseriscono nella natura. In questo mi sta aiutando anche Gardens Illustrated di ottobre e la mitica Sarah Price

introducing wild species into your planting scheme can bring a natural beauty, as well as having ecological benefits

E la ricerca continua!

Dimenticavo: sto sistemando alcuni semi che ho raccolto fra l’estate e l’autunno, se faccio in tempo porto qualche bustina.

Ho visto che questi incontri iniziano alle 9 precise e le persone sono molto puntuali. Molto bene.

mazzolini e Fox Fodder Farm

Avevo già parlato di Saipua e di Worlds End Farm. Soprattutto ero molto stupita di essermi appassionata a un modo di gestire i fiori che di solito mi lascia indifferente quando non contrariata: la composizione di fiori recisi è una pratica spesso così artificiosa da diventare molesta. Ma quando si sa fare, che gioia! È un po’ come dell’aria fresca che entra in casa in una giornata opprimente.

A luglio mi è capitato di fare dei mazzolini per un’amica sposa, due bambine e quello che ho chiamato bouquet virile – sì, perché ho pensato fosse giusto addobbare anche le mani del povero sposo e siccome si tratta di persone spiritose la mia idea è stata accolta. Ho fatto molte prove, soprattutto per testare la resistenza dei fiori, delle foglie e delle spighe: coglievo e mettevo nell’acqua e verificavo che tutto rimanesse bello fresco almeno un giorno e una notte (questa lunga estate calda ha fatto lo stesso con noi, molte prove di resistenza fisica). Il giorno del matrimonio però ho voluto fare tutto in fretta, non ho composto niente in anticipo perché volevo che tutto fosse molto naturale, poco pensato, estemporaneo e veloce. Alla fine ero abbastanza soddisfatta – non ho immagini, per il momento.

Tutto questo per dire che ho scoperto le composizioni di fiori di Fox Fodder Farm e sono bellissime! Guardate anche le foto su Instagram, si impara un sacco e si educa il gusto ad accostamenti imprevisti ma molto spontanei, proprio come in natura.

Sanguisorba

Sanguisorba officinalis, 17 luglio 2015

Sanguisorba officinalis

Vitex

Vitex agnus-castus 'Latifolia', vivaio, 2 luglio 2015

Vitex agnus-castus 'Latifolia'

Non capisco perché si vedano pochi Vitex nei giardini: piante con un’ottima resistenza al caldo, una fioritura generosissima (questa è solo la prima, si ripeterà abbondantemente all’inizio dell’autunno) che anche quando è passata rimane gradevole coi suoi grappoli eretti di piccole bacche, frequentate dagli insetti, con fiori profumati, foglie aromatiche e non accenno alle qualità estetiche perché sono evidenti.
Qui la vedete a terra in vivaio, è una pianta di tre anni alta circa 230 cm e ampia 260. Non l’ho mai davvero potata, ho solo spuntato (a marzo inoltrato, per non dire aprile; rivegeta molto tardi in primavera, quindi attenzione a non compostarla affrettatamente!) alcune cime dei rami che uscivano dal (mio) perimetro ideale. Tende a crescere ancora per assestarsi su un’altezza di 4 metri; non ho ancora deciso se la lascerò arrivare a tanto, mi piace così, quindi continuerò l’attività di cesoie.

Lì accanto c’è una giovanissima Akebia quinata che dovrebbe coprire la pergolina in fondo alla serra, e sotto un cespo di Erigeron karvinskianus che è così bello, abbondante e fiorito da aprile a novembre compresi – se trovate una piantina di Erigeron in un vaso acquistato è un suo omaggio (gradito?).

Vitex agnus-castus 'Latifolia', fiori blu

Vitex, particolare del fiore

un grande classico

"Echinacea Eryngium Stipa"

Echinacea, Eryngium, Stipa

"Stipa, Eryngium, Echinacea"

un abbinamento classico

È vero, si tratta di un grande classico dei giardini e della fotografia, ma ci sono tante piccole e grandi differenze nell’aspetto dell’E. purpurea e della tennesseensis: la prima ha fiori più grandi e un vistoso cono centrale in rilievo, i petali sono scesi e le foglie medie, la seconda ha fiori più piccoli con petali che invece di tendere verso il basso si alzano, le foglie poi sono lunghe e lineari, con nervature molto evidenti; il portamento è assai diverso, questa arriva al massimo a un’altezza di 60 cm e forma un piccolo cespuglio morbido in movimento, la purpurea è più rigida e adatta anche a composizioni invernali.