Monthly Archive for November, 2012

idee imprenditoriali


È buffa questa immagine fuoriscala, così potrebbe essere anche una tazza da tè.
Poi la vediamo così

e tutto torna alle giuste proporzioni. A me fa venire in mente le vignette della Settimana Enigmistica dove c’era sempre un esploratore un po’ scemo dentro un calderone sul fuoco con la tribù di cannibali che gli passano una carota per insaporire il (suo) brodo; chissà se le risate a denti stretti hanno ancora un pubblico (vivente, intendo).
Al momento non riesco a immaginare niente di più piacevole di un bel bagno caldo all’aperto. La temperatura è ancora mite, è tutto verde e rigoglioso e con una evidente spinta a godere gli ultimi favori di ciascuna giornata: ci si aggrappa, ostinati, a ogni minuto in meno di luce. E c’è anche il senso di libertà che dà l’uso del fuoco invece della corrente elettrica; essere svincolati dal posto, poter di volta in volta farci un brodino umano sulla spiaggia d’inverno, in una radura del bosco, su un prato, dove ci pare.

E in Inghilterra hanno pensato a questo servizio e offrono in affitto sia vasche da bagno che saune con riscaldamento a legna – forniscono anche quella.

E nonostante io non abbia mai in simpatia i messaggi edificanti, soprattutto se rivolti ai giovani, mi sento di promuovere il grande divertimento dello stare fuori a far casino con acqua e fuoco: we believe that every minute spent actively in the fresh air, away from tv-screens and computers, heightens our environmental sensitivity – especially that of young people.

Abstract Gardening

Per un caso fortuito e davvero fortunato mi sono virtualmente imbattuta in Marjolijn De Wit, un’artista che mi piace. È olandese e l’anno scorso ha esposto alla Otto Zoo, una galleria d’arte contemporanea aperta a Milano nel gennaio 2008 da Francesca Guerrizio e Maurizio Azzali.
La personale si chiamava Abstract Gardening

ne copio qui il comunicato stampa – ben fatto, leggibile e chiaro:

La mostra si focalizza su un tema centrale nel lavoro di De Wit: l’intervento dell’uomo sulla natura che è divenuto ormai così globale da influenzare la nostra percezione, fino a far quasi scomparire il confine tra il naturale e l’artificiale.

La natura attraversata dall’uomo è una metafora edulcorata nei parchi e nelle riserve naturali, commercializzata negli eco-shop e nei resort, servita in piccole dosi sulle terrazze e negli appartamenti cittadini, resa mediatica dalle finte scenografie televisive. Questi sono gli scenari da cui l’artista è attratta e attraverso i quali – estrapolando gli elementi organici e artificiali dal loro contesto originario – esplora il rapporto tra la pittura figurativa e astratta.

De Wit realizza infatti grandi tele, gouache, serigrafie, collage e lavori tridimensionali, interessata principalmente ad una natura deformata, eccessiva, stremata al limite del grottesco, dove l’elemento astratto rende più vitali e ironiche le sue immagini.

L’installazione Abstract Gardening raggruppa una serie di lavori che prendono spunto dall’arte del giardinaggio, dagli strumenti e dalle tecniche impiegate. In mostra grandi tele ad olio, piccole gouache, serigrafie, collage e sculture di ceramica spesso usata insieme ad altri materiali come plastica e alghe essicate. I soggetti sono boschi metafisici, nature morte formate da strutture molecolari, barriere coralline artificiali. De Wit è attratta da tutto ciò che è in between, dalle fasi di transizione di questi processi che diventano nelle sue opere paesaggi indefiniti nei quali l’artista può inoltrarsi liberamente. Nel suo lavoro è assente un atteggiamento moralistico nei confronti delle ripercussioni ambientali di questa continua prevaricazione umana sulla natura, ma è latente l’assunto che non esiste più un’idea di natura pura e incontaminata, con tutte le conseguenze che questo comporta.

Qui c’è il testo di uno scrittore e critico d’arte olandese; apprezzo il desiderio vero di spiegare, con un linguaggio che cerca di rendere piano e comprensibile il lavoro artistico, senza cadere nell’inutile, insopportabile e spesso ridicola retorica narcisistica di settore. Ma più che leggere, è importante vedere le opere, anche nel limite obbligato di una fotografia.
Purtroppo la mostra è conclusa, ma non dispero di riuscire a vedere le opere dal vivo chissà dove chissà quando.

e manca poco a Natale, se voleste regalarmi un Marjolijn De Wit ;)