Monthly Archive for March, 2010

il terrazzo di Gregorio e Alessia

il terrazzo di Gregorio

uno scorcio del terrazzo di Gregorio

A volte sembra che su un terrazzo possano stare solo gerani (Pelargonium), lavande e rincospermo (Trachelospermum jasminoides), qualche erba aromatica per la cucina e poco d’altro. Invece c’è tutto un mondo di piante che possono fare una buona riuscita in vaso, con cui creare un vero giardino in quota: moltissime graminacee (Stipa e Festuca al sole, Chasmanthium a mezz’ombra, Carex ramati), cespugli sempreverdi di bosso potato a palla per dare struttura e tantissimi fiori (nella foto, a sinistra, si distingue facilmente un ciuffo spumoso di Erigeron karvinskianus).

Domenica 11 aprile, alla Stazione Leopolda di Pisa, Gregorio presenterà il suo straripante amatissimo terrazzo. E’ un’ottima occasione per vedere (altre) belle foto e prendere appunti, fitti fitti.

intervallo

composizione autunnale

metà ottobre 2009 - vivaio

(foto di Andrea Martiradonna)

Nell’immagine si vedono:

in basso i foglioni di Inula racemosa ‘Sonnenspeer’, in basso a destra le margherite Aster turbinellus, al centro la graminacea Miscanthus sinensis ‘Strictus’, a sinistra la margherita Aster ‘Pink Star’, in alto al centro le foglie tonde del Cotinus coggygria, a destra in alto i fiori viola della Verbena bonariensis.

Regalo questa foto come è stata regalata a me, per allietarci la vista in attesa di una primavera come si deve.

lavori in corso

Come potete vedere, sono in corso dei cambiamenti nel sito. Nel frattempo anche tutti i nostri account di posta elettronica sono a soqquadro. Fuori, ogni tanto sfarfalla un fiocco di neve – e siamo al 10 di marzo.

Pazienza, ci vuole tanta pazienza…

Pisa in Fiore

E’ stato messo online il sito di Pisa in Fiore e la relativa lista degli espositori.

ogm outing

Gli organismi geneticamente modificati sono l’argomento del momento. Sto impazzendo nel tentare di capirci qualcosa: leggo, cerco, mi informo. Vedo la mia limitatezza e non saprei argomentare per nessuno degli schieramenti in campo. Mi sembra che i contrari vivano una contraddizione difficile da sopportare: abbattere la complessità  e abbracciare una semplificazione delle scelte di vita. In pratica, invece di riconoscere e riconoscersi nella complessità , si cerca di fiaccarla nel proprio piccolo, creandosi un’oasi. I favorevoli, per contro, sembrano accettare la complessità  e tentare di governarla, ma, al momento, ci propongono un modello alternativo difficile da digerire: una sorta di faldone tecnologico opaco e scarsamente leggibile, porto da non si sa bene quali mani.

A tutto ciò si aggiunga la maledizione dell’informazione che tenta di polarizzare qualsiasi argomento, che cerca frasi orecchiabili da attaccare ai nostri discorsi per renderci comodi veicoli ambulanti di questa o quella teoria.

Bene, io mi oppongo e prendo tutto, il pomodoro canestrino – che è tanto buono, e le magagne genetiche – ricche di potenzialità  di servizio. Vale a dire, vorrei che si imparasse ad assaporare la natura come è davvero, con i pomodori che avvizziscono in breve tempo, i fiori che hanno una stagionalità  e quindi una bellezza ondivaga e ineffabile, molto lontana dal turgore di photoshop, il prato allietato dalle pratoline, gli ontani del fosso che si disseminano ovunque, soprattutto nei vasetti di Geranium, e altre amenità  che ci affanniamo a stornare dai nostri giardini. Non desidero una manipolazione genetica ai fini del miglioramento “estetico” – un pomodoro apparentemente appetitoso, ma sostanzialmente fasullo, però non me la sento di adeguarmi al pessimismo di fondo di quelli che dicono no a prescindere. Il crinale è sottile e scivoloso e pieno di insidie, mi rendo conto, ma invocare scenari apocalittici è una forma di condizionamento a cui non voglio sottostare.

Una cosa è sicura, se lasciamo la ricerca e la sperimentazione nelle mani di pochi che hanno obiettivi discutibili e rifiutiamo di averci a che fare, difficilmente i risultati saranno confortanti. Se magari apriamo uno spiraglio di dialogo, grazie a ricerche di istituti pubblici universitari, è più probabile che si riesca a ottenere chiarezza di intenti e benefici.

Per ora resto qui, immagazzino informazioni e accetto le inevitabili contraddizioni cui andrò incontro.