Monthly Archive for November, 2009

Pagine verdi

Torna il consueto incontro di novembre con gli organizzatori di Murabilia. Quest’anno è particolarmente interessante, si intitola “Pagine verdi: carta, etere, rete” e verte sulla comunicazione; ecco il programma:

ore 10 – apertura lavori

Nuovi modelli di business nel web 2.0 – il settore gardening
Marco Guidi (Università  di Pisa)

Progetti di comunicazione nell’epoca del web 2.0 – storie e idee
Luca Mori (Università  di Pisa)

SEO e social media marketing – il sito di Murabilia
Valentina Bartalini (Università  di Pisa)

Blog di giardinaggio – comunicare via web a costi minimi
Paolo Tasini (giardiniere)
Mimma Pallavicini (giornalista)

Il sito web aziendale e il catalogo online – spunti di riflessione per il mondo del gardening
Alessio Lucarotti (Mediaus)

ore 12 – dibattito
ore 13 – chiusura lavori

coordinamento prof. Marco Guidi

A Lucca presso l’Orto Botanico (casermetta del baluardo San Regolo, sulle mura), venerdଠ27 novembre 2009. Siete (siamo) tutti invitati!

(qui l’avviso, qui la locandina in pdf)

il carrozzone

Durante l’estate non riesco mai ad andare in vacanza per più di qualche giorno di seguito, tutto ciಠa causa del vivaio. Ma non intendo lamentarmi, in fondo nessuno mi ha obbligata ad aprire un vivaio, avrei potuto dedicare il mio tempo ad una attività  più “regolamentata”, con le canoniche ferie agostane, i week-end liberi e via dicendo; ci sono i pro e ci sono i contro. Devo ammettere che verso il 20 luglio, quando le giornate sono lunghe e torride, con il sole che non dà  tregua fin dalla mattina presto, tendo a mettere in discussione parecchie scelte… ma tant’è, fino ad ora ho retto. Capirete bene che le occasioni di svago in giornata sono la manna dal cielo e per fortuna Lucca si trova in un crocevia ricco di bei posti.

Quest’anno sono riuscita a fare una mitica gita in carrozza (nota: si tratta di grandi carrozze, tipo vagoni del vecchio west, non di carrozzelle leziose da matrimonio) al parco di San Rossore che consiglio a tutti. Come potete vedere dal sito, che è davvero molto chiaro e attendibile, ci sono tre possibili percorsi: breve (durata media un’ora e mezza), medio (due ore) e lungo (tre ore). Io vi consiglio il percorso lungo che arriva fino alla spiaggia; forse vi sembrerà  che tre ore siano interminabili, soprattutto con dei figlioli al seguito, ma vi assicuro che passano in un baleno. Antonio Di Sacco, che conduce la carrozza, è bravissimo a spiegare la storia del parco e ad illustrare le varie specie che si incontrano lungo il cammino. Si ha l’opportunità , cosଠrara purtroppo per noi italiani potatori senza criterio, di vedere le essenze autoctone della macchia mediterranea finalmente in tutta la loro maestà  – sà¬, perchà© gli alberi lasciati liberi di crescere secondo la propria natura sono dei veri sovrani che ci concedono la loro munifica ombra -, trotterellando al passo gentile dei cavalli da tiro.

Totoro

Spero che molti di voi abbiano visto il film d’animazione “Il mio vicino Totoro” di Hayao Miyazaki, uscito per la prima volta nel 1988, tradotto in italiano e distribuito nelle nostre sale dal settembre di quest’anno.

In poche parole, è la storia di due sorelline, Satsuki e Mei (undici e quattro anni) che si trasferiscono in campagna e qui scoprono che il loro vicino è un essere buffo e potente, appunto, Totoro. Non mi dilungo nell’illustrare la trama perchà© per prima non amo che mi vengano spiattellate le storie a parole – e comunque basta una semplice ricerca su Google perchà© ogni curiosità  venga soddisfatta – e poi credo valga di più la corrente sotterranea di entusiasmo contagioso che viaggia più veloce di un gattobus.
Non per niente Totoro stesso è senza parole, accessorio di cui lui, cosଠforte e smisurato, non ha certo bisogno per ammaliarci! Quell’enorme bocca non si capisce mai bene se è in procinto di mangiarci o scoppiare in una risata, ventata, ringhio, sbadiglio, un po’ come la natura che nello spazio di un attimo puಠdecidere di far splendere il sole, scompigliarci la messa in piega, defogliare un albero o ben altro.

Guardate qui la fedele (dice bene il proprietario del blog: al limite del maniacale) ricostruzione della casa delle bambine in Giappone, con il giardino ed il grande canforo (Cinnamomum camphora) sacro.