Ieri ero a casa di un’amica a sfogliare alcuni libri di Gilles Clà©ment per scegliere quale comprare e ho deciso di prendere questo:

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Da una prima occhiata, è forse il libro che illustra in maniera più completa il suo lavoro dal 1980 ad oggi (è infatti uscito nel settembre 2006), con abbastanza immagini – ma non è un libro di foto – e alcuni disegni interessanti.
C’è anche un planisfero a testa in giù che non puಠlasciare indifferenti.

Qualche giorno fa stavo cercando notizie sui lavori di Piet Oudolf e mi sono imbattuta nel sito del parco “The Battery”, nel lembo più a sud di Manhattan. E’ un parco in fase di ristrutturazione e di cui, appunto, Oudolf sta progettando alcune parti. E’ interessante vedere i progressivi cambiamenti dell’area, dagli inizi – piante piccole appena messe a dimora – allo stato attuale che man mano rende più intelligibile il disegno complessivo. In particolare ho dato un’occhiata alla scansione stagionale delle fioriture, notando questo accostamento:

di Eryngium yuccifolium e Andropogon scoparius ‘Prairie Blues’ (sul sito viene usato il sinonimo Schizachyrium scoparium), che metterಠin produzione proprio quest’anno. E bravo Piet!
Mi è arrivato il numero di gennaio di ROSANOVA.
[per coloro che ancora non lo sanno: si tratta di una rivista di arte e storia del giardino a cadenza trimestrale. Si puಠsottoscrivere l'abbonamento versando trenta euro all'anno sul c/c postale n° 61855359, oppure durante le principali fiere di settore presso lo stand della redazione]

E’ un numero bellissimo, crudele. Ci riporta agli struggenti ricordi delle spiagge di settembre e ottobre, “Autunno in Corsica”, appunto. L’argento delle spiagge contro il verde scuro resinoso della macchia mediterranea illuminata da una fessura d’acqua cristallina. Poi, il giardino di Gabriella Recrosio a Roma, che mi ha persuaso una volta di più a continuare la coltivazione della Ligularia, non solo la przewalskii, ma anche la dentata, con le belle foglione tonde reniformi e i fiori che svettano alti.
Da ultimo, l’immancabile puntata britannica questa volta ad An Cala, nelle Highlands scozzesi.
Come avevo accennato, Murabilia riserva sempre delle liete sorprese.
L’ultimo progetto a cui si stanno dedicando gli instancabili organizzatori è la creazione di un “Fondo per collezioni”. L’idea è quella di destinare l’ 1% dell’incasso della manifestazione ad un fondo per aiutare i vivaisti a mantenere vive le proprie collezioni, dove per collezione si intende un insieme di piante con almeno una caratteristica che le accomuna. Si possono collezionare essenze appartenenti alla stessa famiglia, genere o specie, oppure provenienti dalla medesima area geografica ben delimitata, mentre non costituiscono una collezione le piante genericamente definite come ambiente alpino o mediterraneo, rampicanti o da ombra, ad esempio. I vivaisti collezionisti potranno segnalare e descrivere la propria collezione alla commissione che gestisce il fondo ed ogni anno un premio in denaro verrà assegnato al più meritevole.
Colgo l’occasione per fare i complimenti a tutte le persone che lavorano nell’organizzazione di Murabilia, compresi coloro che sono impiegati presso l’Opera delle Mura e gli appassionati dell’ A.Di.P.A..
Fa sempre piacere conoscere persone che lavorano in maniera sollecita, pronte a cogliere gli stimoli sia del mercato che degli operatori di settore. Quest’anno, ad esempio, durante le fiere autunnali, ho incrociato spesso il drappello della segreteria di Murabilia armato di carta e lapis (in senso figurato, naturalmente) per prendere nota delle caratteristiche positive di ogni mostra e rielaborarla nella propria realtà . In fondo il buon esito di una manifestazione è frutto anche della vivacità degli organizzatori.