Eupatorium coelestinum

Eupatorium coelestinum

Eupatorium coelestinum

Era già da qualche anno che non mettevo in produzione questo Eupatorium, non perché avesse smesso di piacermi, ma voglio sempre provare cose nuove e qualcosa resta indietro, è inevitabile. Mi aveva fatto anche lo scherzo di ricomparire all’improvviso, inatteso, alla base di un montante della zona ombreggiata – toh, e tu che ci fai lì!? Vi assicuro, erano già esauriti da un paio d’anni e chi ci pensava più, ma sono tornati da soli. A volte capita: una pianta ci abbandona, apparentemente, poi per qualche ragione – forse smuoviamo la terra che ne contiene i semi – un semino è vitale e torna in superficie, beve, prende il sole, muore lui e nasce la pianta. Queste però le ho seminate io il 17 maggio.

Se avete un posto un po’ all’ombra, magari umido, provate l’Eupatorium coelestinum. È probabile che dove avete scelto di metterlo a un certo punto sparisca, però senz’altro ricomparirà dove gli piace di più.

È alto 60/70 cm, la foglia è verde tenero, il fiore di un azzurro luminoso particolarissimo arriva tra luglio e ottobre. In estate, se ha patito la sete e ha un aspetto dimesso, potete tagliarlo al piede e riparte senza problemi. Sparisce completamente in inverno. Ma ritorna!

Echinacea

Avete raccolto i semi delle vostre echinacee? Quando i fiori sono completamente secchi (marroni, compreso il gambo), li tagliate e sgranate il capolino spinoso, i semi sono quei piccoli proiettili chiari che saltano fuori. Li mettete in una busta su cui scriverete il nome della pianta e la data e ve li scordate fino a marzo del prossimo anno.

Echinacea tennesseensis 'Rocky Top'

Echinacea tennesseensis ‘Rocky Top’

Pia Pera

Finalmente ho trovato una cosa che restituisce davvero Pia Pera: la sua voce!

C’è Loredana Lipperini che le parla al telefono durante Fahrenheit del 22 marzo di quest’anno. Secondo me è quello che serve e quello che basta, sentire una voce.

semi di Gaura

Gaura lindheimeri

Gaura lindheimeri

origano

Origanum libanoticum

Origanum libanoticum

Ho seminato l’Origanum libanoticum per la prima volta quest’anno e mi sta dando grandi soddisfazioni. Come molte piante amanti del caldo, è meglio seminarlo abbastanza avanti in stagione; io forse ho esagerato e ho fatto una semina davvero tardiva, il 28 maggio. La germinazione è stata ottima, in una settimana, e i primi rinvasi (le piante erano piccole, ma volevo vederle crescere) il 17 giugno. Ora sono tutte in fiore già da metà luglio, tanto che le sto cimando per farle accestire. Il portamento ricadente, la grande resistenza al caldo e il profumo squisito la rendono una piccola pianta proprio speciale – buona durata anche come fiore reciso.

semi a Murabilia

semi di Colutea x media 'Copper Beauty'

semi di Colutea x media ‘Copper Beauty’

il kit del raccoglitore di semi

il kit del raccoglitore di semi

Il tema di quest’anno a Murabilia mi sta particolarmente a cuore, è “i semi”. Come potete vedere dalle foto, sono già prontissima e cercherò di sfoderare le mie migliori bustine e i consigli più utili a chiunque desideri sapere qualcosa sulla semina. Naturalmente sarò ben contenta di imparare e condividere esperienze.

Platycodon grandiflorus ‘Mariesii’

Platycodon grandiflorus 'Mariesii'

Platycodon grandiflorus ‘Mariesii’

Seminato il 19 marzo, germinato il 9 aprile, rinvasato il 18 aprile: oggi il primo fiore.

Oenothera speciosa

Oenothera speciosa

Oenothera speciosa

L’Oenothera speciosa è una di quelle piante che non hanno paura di niente: l’ho vista prosperare e moltiplicarsi nelle condizioni più disparate e avverse. Apparentemente indistruttibile, non ama le primavere piovose, ma di sicuro si sarà disseminata in qualche angolino riparato, nella ghiaia – controllate anche il giardino del vicino, i semi sono minuscoli e volano in tutte le direzioni. L’altezza contenuta (neanche 30 cm), il fiore grande ma leggero e il fogliame insignificante la rendono una pianta graziosa pur nell’innata propensione a diffondersi; di solito si trova un suo spazio e lì mette radici, spesso proprio dove è opportuna.

chiaro, scuro e metallico

10 luglio 2016

10 luglio 2016

fiori in vivaio

Prima di tutto un mazzolino dei fiori che ho fotografato oggi:

mazzolino di luglio

mazzolino di luglio

poi alcuni dettagli da rieducational channel:

Eryngium agavifolium, Craspedia globosa, E. planum 'Blue Glitter', E. yuccifolium

Eryngium agavifolium, Craspedia globosa, E. planum ‘Blue Glitter’, E. yuccifolium

Sanguisorba menziesii, S. officinalis

Sanguisorba menziesii, S. officinalis

a sinistra dello schermo ci sono tre Eryngium e una Craspedia, a destra due Sanguisorba; come potete vedere la menziesii ha la foglia e il fiore (qui si percepisce appena, ma la differenza è notevole) molto più grandi, fiorisce almeno un mese prima ed è più bassa – circa 70 cm contro i 150 della specie. Il fiore è anche più chiaro e batuffoloso, mentre nella officinalis è piccolo, compatto e bordeaux scuro.
Ora, al di là di queste valutazioni geometriche, io continuo a preferire l’officinale anche se la foglia della menziesii è bellissima – la mattina presto, quando arrivo in vivaio, ogni dentino porta una goccia di guazza appena prima che cada. E poi è alta e sottile, ma di grande personalità e presenza; entrambe danno ottimi fiori recisi che alleggeriscono e scompigliano i mazzi.

E da ultimo

Cosmos atrosanguineus 'Black Magic'

Cosmos atrosanguineus ‘Black Magic’

la cosmea che mi ha fatto capire quanto è difficile fotografare i fiori scuri. Le ho provate tutte: ho cambiato almeno cinque sfondi, messo il flash, levato il flash, sole, ombra; alla fine mi pare che la situazione giusta sia la mezz’ombra luminosa senza flash. Penso di aver fatto almeno una ventina di scatti inutili, era sempre un’ombra scura, non sembrava neanche un fiore.
L’ho seminato il 12 aprile, ha iniziato a germinare il 31, ho fatto i primi rinvasi il 12 maggio e ha iniziato a fiorire a metà giugno, direi che è stato un lampo. Leggo in questo articolo della RHS che la mia cultivar dovrebbe essere leggermente variabile, ma sinceramente (e oramai le piante sono tutte cresciute) a me sembra che i fiori siano tutti uguali, esattamente come quello in foto e profumati di cioccolato. Adatta a essere recisa e anche alla coltivazione in vaso, oltre che in piena terra.
È una perenne, ma nei nostri climi va protetta dal freddo invernale – staremo a vedere.

Selinum wallichianum

Selinum wallichianum

Selinum wallichianum

fiori bianchi: Morina e Pycnanthemum

La Morina longifolia, in realtà, ha fiori che cambiano colore, passano dal bianco puro a un rosa sempre più scuro, poi in un attimo spariscono sostituiti da altri freschi – pregio non da poco. Il fogliame è appena spinoso e molto profumato.
Il Pycnanthemum muticum ha brattee d’argento e fiori bianchi; tutta la pianta ha un forte aroma di menta.

Morina longifolia

Morina longifolia

Pycnanthemum muticum

Pycnanthemum muticum

appuntamento

Per ricordare a tutti che il prossimo fine settimana – sabato 11 e domenica 12 giugno – presso il vivaio “Le essenze di Lea” troverete noi e altre aziende di zona con tante belle piantine.

comunicazione di servizio

È già da qualche tempo che il computer che uso abitualmente si comporta in maniera strana e sembra non riuscire a fare il suo dovere. Questa mattina, in particolare, pensavo ci avesse infine lasciato, poi (come vedete) ha misteriosamente ripreso a funzionare. Cercherò di risolvere le magagne tecniche quanto prima, abbiate pazienza se mi scrivete e non ricevete risposta. Il telefono funziona.

Epilobium angustifolium

Epilobium angustifolium (Chamaenerion a.)

Epilobium angustifolium (Chamaenerion a.)

Sanguisorba menziesii

Ci sono tante piante fiorite al momento in vivaio e ieri mi sono decisa a fare qualche foto. Ultimamente ho scelto uno sfondo che mi pare funzioni, sono le assi della capanna che c’è alla fine del campo. Cinquant’anni fa era uno stallino e ci viveva un maiale – un maiale fortunato, va detto, aveva una stanza ampia, pulita, all’ombra e nel suo trogolo finivano gli avanzi di famiglia; per lui solo acqua fresca. Certo non moriva di vecchiaia, ma nemmeno di noia e stenti.
Tutto questo per dire che se lasciate delle assi a invecchiare all’aperto, sollevate da terra e messe per costa, il legno scolora in un grigio che sembra minerale d’argento. In più, se ci mettete davanti delle piante lungagnone tipo Valeriana e un po’ a caramella tipo Sanguisorba, è una bella apparizione.

Sanguisorba menziesii e Valeriana officinalis

Sanguisorba menziesii e Valeriana officinalis

Vico Pisano 2016

Questo fine settimana, da sabato 14 alle ore 9,30 fino a domenica sera, saremo a Vico Pisano alla manifestazione Castello in Fiore. L’ingresso è gratuito, il Castello merita una visita e nel programma magari trovate qualcosa di vostro interesse. Tra l’altro mi hanno detto che in piazza fanno una focaccia buonissima…

wild at heart

Ci sono questa canzone di Niccolò Fabi e questo articolo di Christian Raimo – se state vivendo un momento di tristezza, achtung!, magari non ascoltatela/leggetelo in sequenza ma fate passare qualche ora frivola tra una e l’altro – bellissimi.

E c’è questo libro

il cui sottotitolo DESIGNING PLANT COMMUNITIES FOR RESILIENT LANDSCAPES è rincuorante e apre nuovi modi di costruire un futuro umano appagante e inclusivo, incurante della rapacità di alcuni. Lo sto leggendo e mi sta insegnando tante cose che presto cercherò di fare vostre.

E poi c’è anche quest’altro libro

che voglio comprare al più presto.

Basteranno le giornate di pioggia?

PS: grazie a chi legge il sito e a chi compra le mie piantine! (L’imbarazzante verità è che vi voglio bene.)

ripicchettare le piantine

Continuiamo il lavoro iniziato con la semina.

Ora le piantine dovrebbero essere nate, soprattutto le annuali che – in genere – hanno una capacità di germinare elevata e veloce. Vi sconsiglio di seminare troppo presto, so che è difficile resistere e a febbraio vorremmo tutti avere qualcosa di verde sotto gli occhi e per le mani, ma tenere i semenzali pieni in giro spesso significa avere piantine stentate soggette a ogni malanno e incidente. Secondo me la semina è un pensiero positivo che ci accompagna nel tempo, ma nella pratica deve essere un atto risoluto, immediato e svelto.

Allium senescens plug, ripicchettare Cleome spinosa 'Violet' plug, ripicchettare in vivaio

Qui sopra vedete come hanno radicato alcune piantine. Indicativamente le annuali più conosciute nascono in una settimana/dieci giorni e in maniera piuttosto regolare, insieme e alla stessa altezza. Anche alcune perenni sono dei bravi soldatini: i Leucanthemum, i lupini, la gaura, la veronica – le prime che mi vengono in mente -, ma molte hanno bisogno di più tempo e crescono alla spicciolata. Siate pazienti e non gettate la spugna – vale a dire non buttate le placche seminate troppo presto, talvolta le sorprese sono positive.
Una cosa che non mi stanco mai di ripetere: appena le piantine sono cresciute e iniziano a vedersi le prime foglie vere, RIPICCHETTATE! non state lì a rimirarle, fare foto e complimentarvi con voi stessi, RIPICCHETTATE! Quando meno ve l’aspettate arriva un lumacone, un fungo, un marciume del colletto e voi rimanete lì storditi a guardare la triste immagine del vostro fallimento. Vita vissuta.

ripicchettare le plug ripicchettare le piantine seminate

Insomma, riempite di terriccio buono dei vasetti, estraete con una leggera pressione la piantina dalla sua sede (potete anche infilare un lapis nel buchino di sgrondo dell’acqua e sollevarla) e mettetela nel nuovo vasetto. Anche se vi sembra piccola, minuscola: alcune piante non amano stare in serra negli alveoli, dove le temperature diventano elevate, circola poca aria e ogni tanto arriva una lucertola a schiacciarle.

Bagnate bene e lasciate i vasi fuori a mezz’ombra per una decina di giorni, due settimane. Date acqua ma non affogatele (le radici non hanno ancora riempito tutto il vaso). Godetevi la crescita – ora sì che potete fare foto e aspettare i like su Facebook.
Dopo che si sono abituate a stare all’aperto e sono un po’ cresciute potete metterle al sole (se sono piante che amano il sole, naturalmente).